APPROFONDIMENTI
06 ottobre 2003
Bel tempo, governo ladro!
Energia: l'emergenza fittizia
Davide Losa
E' stato il tormentone dell'estate. Dopo le "interruzioni programmate" la
minaccia del black out ha attraversato tutta l'estate alimentata da
campagne di stampa sapientemente orchestrate dal Gestore della rete. La
disinvolta gestione del "rischio" energetico è volta a facilitare la
costruzione di nuovi impianti, rilanciare fonti energetiche sporche e a
favorire provvedimenti governativi d'emergenza devastanti dal punto di vista
ambientale. Nell'immaginario collettivo è stata radicata la convinzione che l'energia elettrica non basta. Le argomentazioni sono sostanzialmente due: gli impianti esistenti non sono in grado di produrre tutta l'energia necessaria e la sufficenza
energetica è garantita solo dalle importazioni. SI tratta di due enormi frottole. Il sistema elettrico italiano produce il 30 % in meno del suo potenziale ( secondo dati ufficiali nel 2002 la potenza efficente netta era 76950 Mega Watt mentre quella realmente prodotta era 49000 MW ). Molte centrali sono ferme perchè non sufficentemente redditizie. Si tratta di una delle conseguenze della tanto decantata privatizzazione [...].
DIversamente da quanto ci vogliono far credere le importazioni di energia
costituiscono un ottimo affare visto che
>omprarla all'estero costa meno ( prezzo all'ingrosso in Italia 64 euro/MW
- media europea 20 euro MW ).
Le soluzioni proposte dal governo, e non solo, sono di abbassare la tutela
dell'ambiente in modo da costruire nuovi impianti, nuovi elettrodotti, ripensare al nucleare, rilanciare il carbone.
Occorre uscire da questa logica che cerca di mantenere lo status quo in
nome di un falso realismo.
La "rivoluzione energetica" si fonderà, probabilmente, sull'uso intelligente
di fonti rinnovabili ( eolica, solare, ... )
Liberamente tratto da Umanità Nova n. 28 www.ecn.org/uenne
6.10.2003