APPROFONDIMENTI
18 dicembre 2003
I PICCOLI LAVORATORI HANNO GRANDI DIRITTI
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ASPEm
Si avvia alla conclusione l'esperienza di scambio tra ASPEm Associazione Solidarietà Paesi Emergenti di Cantù ed il MNNATSOP, il Movimento Nazionale di Bambini ed Adolescenti Organizzati del Perù.
Dal 18 ottobre al 22 dicembre si sono alternate tre delegazioni di bambini e ragazzi provenienti da diverse zone del Perù che hanno intrapreso il lungo viaggio verso l'Italia per partecipare ad una serie di incontri al fine di raccontare la propria esperienza di vita, partendo dalla realtà peruviana ed approfondendo poi le tematiche legate all'infanzia ed all'adolescenza con particolare riferimento alla loro esperienza di bambini ed adolescenti lavoratori.
Il lungo tour ha toccato molte città d'Italia (Roma, Milano, Palermo, Mantova, Torino, Firenze, Bologna, Venezia, Lucca, Varese) per terminare con una serie di incontri nella provincie di Como e Milano.
Durante la permanenza in Italia Nimia, Julio, Jacy, Abram, Josè ed Elizabeth hanno potuto incontrare studenti di ogni età, persone singole, gruppi ed istituzioni.
Alcune esperienze sono risultate davvero indimenticabili. Particolarmente significativa è stata la tappa palermitana che ha permesso ai ragazzi di vivere una settimana tra i coetanei che abitano le periferie di una città ricca di contraddizioni quale è Palermo e confrontarsi sulle tematiche inerenti l'infanzia e l'adolescenza.
Abram ed Jacy hanno partecipato tra l'altro al Convegno "Azionisti di Pace" promosso dal Coordinamento Comasco per la Pace tenutosi ad Erba.
La proposta di Jacy e degli altri ragazzi riassume in se' aspetti davvero sorprendenti, che ci spingono a rivedere alcune delle certezze alle quali la nostra società ci ha abituato.
Ciò che veramente colpisce è la loro capacità di porsi come attori protagonisti della propria vita, in grado cioè di elaborare soluzioni partendo dalla considerazione che un bambino o un ragazzo siano soggetti attivi della società e per questo abbiano il diritto di esprimere la propria opinione e di avanzare richieste e proposte.
Per dirla con le parole di Josè, essi vogliono essere considerati come i bambini del presente e non solo come gli adulti del futuro.
Conseguenza diretta è la capacità di interagire con "i grandi" nella ricerca di soluzioni adeguate ai bambini ed agli adolescenti, partendo dalla prospettiva dei ragazzi stessi.
Un concetto a cui non siamo certo abituati è la definizione di lavoro minorile "degno". Essi ci chiedono di non generalizzare la realtà dei minori lavoratori incasellandola interamente sotto la voce "sfruttamento" che, sottolineano, è intollerabile e va combattuta con ogni mezzo a disposizione di governi ed istituzioni, ma di considerare la possibilità che i minori lavorino in condizioni dignitose per contribuire alla economia familiare ed al miglioramento della loro società. Ci chiedono anche di valutare le differenze culturali, sociali, economiche esistenti tra i Paesi del Mondo, per evitare che una proposta (porre l'età minima di inserimento al lavoro ai 15 anni) adatta alla realtà dei Paesi industrializzati, venga adottata per tutte le Nazioni.
Attraverso il riconoscimento della possibilità per i minori di contribuire all'economia familiare con un lavoro adatto alle proprie possibilità (4 ore al giorno, giustamente remunerato e non lenitivo dell'integrità psicofisica del ragazzo), i Movimenti dei Bambini ed Adolescenti Lavoratori Organizzati dimostrano che è possibile riuscire a combattere lo sfruttamento, terminare l'intero ciclo di studi e crescere felici.
Massimiliano, collaboratore di ASPEm, commenta così l'esperienza vissuta:
"La prima impressione che ho avuto vivendo con Nimia, Julio, Abram, Jacy, Josè ed Elizabeth è che fossero dei ragazzi già adulti e (da buon occidentale) che le fatiche della vita li avessero fatti crescere in fretta. Non è servito molto tempo perché mi ricredessi completamente: Elizabeth e gli altri non sono cresciuti troppo in fretta, sono semplicemente ragazzi che hanno l'abitudine di ragionare attorno ai problemi che li riguardano direttamente e che non hanno timore di esprimere la propria opinione di fronte agli adulti. Sicuramente non manca loro la voglia di ridere e giocare ed io personalmente ne ho fatto le spese. Esprimono completamente la loro giovinezza tra entusiasmi e ripensamenti, tra gioco ed impegno, tra volontà di essere considerati come soggetti "pensanti" e fragilità adolescenziale."
Elizabeth e Josè resteranno a Cantù fino al 22 dicembre. Ci sarà la possibilità di incontrarli venerdì 19 dicembre presso la Cassa Rurale ed Artigiana di Cantù in C.so Unità d'Italia 11 oppure sabato 20 ad Ossuccio presso le scuole comunali di via Castelli.
Gli incontri saranno anche occasione per confrontarsi sull'andamento del progetto di ASPEm "I Piccoli Lavoratori hanno Grandi Diritti" finalizzato alla tutela dei bambini ed adolescenti che vivono e lavorano alla Parada di Lima.
18.11.2003