APPROFONDIMENTI
18 giugno 2004
Cartoline libanesi
Adriano Drammissino
Passo in cantiere nel pomeriggio e mi guida un bimbo.
Ancora non conosco il suo nome ma conosco la sua bonta.. e i suoi bellissimi occhi profondi e scuri ... mi regala ogni tanto una gardenia bianca, mi stringe la mano e mi guida fino su nel cantiere in queste stradine che si arrampicano in questo campo profughi. Stradine da oggi non piu nere per gli scarichi a cielo aperto delle fogne.
La ragazzina col velo mi saluta duecentoveisei volte al giorno e osserva dalla finestra...
La ragazza con la gonna e i capelli lunghi corre giu da queste ripide stradine, e in ritardo per andare a scuola. Comunichiamo lei con un discreto inglese io con il mio Inglo-afghano-palestinese
La signora con 8 figli e tre-quarti, bellissima, sorride sempre. A me piace un casino.
La nonna mi da le pacche sulle spalle come se fossi suo nipote per la aiuto che le stiamo dando e dice “Italia, Italia” tipo Mino Reitano nella canzone.
Nello osservare gli operai, vedo mio padre, muratore da 50 anni, che grazie alle sue capacita’ mi ha consentito di arrivare fino a qui.
Al ritorno un bimbo vivace da quando ha capito che sono straniero (un po difficile cosi come sono) tira fuori tutte le parole in inglese che conosce: water! E si butta nel canale di irrigazione da questo anno limpido: pieno di rane e con qualche granchietto di fiume.
Torno a casa chiudo gli occhi per continuare a sognare mentre durante la notte elicotteri UN sorvolano la citta per controllare la situazione.
18 giugno 2004