APPROFONDIMENTI
13 giugno 2004
Bukavu, la perla del Kivu…
…Umiliata e gravemente ferita
p. Giuseppe Dovigo
* Seguiamo da Goma il dramma di Bukavu. Due settimane di gran tensione. Tutto inizia mercoledì, il 26 maggio, alle 17 del pomeriggio. Il colonnello dissidente Jules Mutebusi, a guida di un gruppo di soldati Banyamulenge (Tutsi congolesi, da decenni nel paese), occupa una parte della città. Segue una settimana di combattimenti con l’esercito regolare. Il 2 giugno, arriva in aiuto agli insorti il generale Laurent Nkunda, con un migliaio di soldati. Entra in città, la occupa e offre l’occasione ai suoi “bravi” di saccheggiare e di dare sfogo a tutte le passioni… Le radio private sono danneggiate, magazzini e il gran mercato di Kadutu svuotati, circa 60 persone, militari e civili, sono uccise. Al termine della “nobile” missione, il generale si ritira, in seguito a pressioni internazionali, e il colonnello ripara in Ruanda o nei dintorni. Mercoledì, 9 giugno, la gente esce sulle strade ed accoglie con festa i soldati dell’esercito regolare.
* La città per quindici giorni è campo di battaglia. Grandi sono le sofferenze della gente (quasi un milione di persone), che si nasconde, si chiude in casa, vive senza luce, acqua e cibo… Decine di ragazze trovano riparo nelle parrocchie. Nelle nostre comunità di suore e di padri la tensione è grande. La notte diventa un incubo, per la mancanza di luce e rumori di scontri. Si comunica via radio e telefono, ma difficilmente si sa come vanno le cose. Noi, a Goma, sentiamo le voci delle suore e dei confratelli: “Oggi c’è stata musica tutto il giorno”; “Sono entrati nella casa dei vicini!”; “Hanno sforzato il nostro cancello”; “Questa notte c'è stato un gran silenzio: solo qualche colpo qua e là”; “Siamo nelle mani di Dio! Pregate per noi”. Arriva anche un SOS dalle suore francescane croate, assalite all’inizio della notte.
* “Tutto ciò è avvenuto nonostante la presenza in città di un contingente dell'ONU (Monuc), il cui comportamento, non da oggi, suscita nella gente molti interrogativi e risentimenti al punto che, il 3 giugno, a Kinshasa, a Kisangani e in altre città del Congo, gli studenti saccheggiano gli uffici dell'ONU e dei partiti (in particolare quello di RCD Goma). A Bukavu, l'insulto più grave, che la gente lancia contro un bianco, che non sia riconosciuto come missionario, ora non è più il classico 'muzungu' (bianco colonizzatore!), ma 'Monuc' (allo stesso tempo: ingenuo, incapace e complice!)” (Flash, M.S.).
* In tutto il Congo e all’estero si reagisce e si condanna. Il Ruanda, popolata e povera, da anni segue una politica d’occupazione della regione Kivu, ricca e con grandi pascoli. Il Congo, nel passato, ha ospitato i Tutsi perseguitati, che, installati sulle montagne, sono ora la quinta colonna del loro paese d’origine (i cosiddetti Banyamulenge, sopra Uvira, e i Banyarwanda, nel Masisi, montagne sopra Goma). Il Ruanda nega ogni ingerenza nei fatti di Bukavu, ma è evidente il suo coinvolgimento diretto e attivo (invio di truppe e il rifornimento d’armi e munizioni, via il lago Kivu). Per fare questo, come sempre, ha l’appoggio di qualche grande (Usa e Africa del Sud).
* Gli eventi di Bukavu sono un tentativo grave al processo di pace iniziato nel 2002, dopo una lunga guerra di cinque anni che ha fatto più di tre milioni di morti.
Sarà forse l’ultimo? Lo dovrebbero capire i Tutsi congolesi, considerandosi con spirito democratico una delle tribù del Congo e facendosi accettare dagli altri; lo dovrebbe capire il Ruanda, governato da un dittatore con mire espansioniste, non chiudendo le frontiere e non accettando il mercato dei beni rubati, ma favorendo il dialogo sincero e la collaborazione con i vicini; lo dovrebbe capire il governo di Kinshasa, lontano, diviso in tanti partiti e debole, venendo incontro alle necessità della gente e pagando i salari dei maestri, soldati e statali; lo dovrebbe capire l’ONU (MONUC), spendendo bene i suoi soldi con una presenza efficace, non di parte, ma in difesa dei diritti della gente; lo dovrebbero capire alcune grandi potenze, che si fanno la guerra in casa d’altri e giocano sulla vita degli innocenti, lavorando disinteressatamente per la riconciliazione dei popoli.
La gente di Bukavu, di Goma, del Congo chiede solo la pace, che è la prima risposta credibile ai problemi di questo paese e di tutto il continente africano.
La chiesa nasce e cresce a Mugunga
Mugunga, il quartiere di disastrati, è in festa.
Oggi, domenica 6 giugno, è la festa della benedizione della nuova cappella ed è il giorno della cresima di 83 giovani. Un evento di tutti! Le forze della comunità cristiana collaborano: una corale di sessanta di cantori, trenta bambine per la danza liturgica, 16 chierichetti per accompagnare il vescovo e i celebranti, sessanta rappresentanti d’ogni piccola comunità, una processione di popolo e una chiesa traboccante di gente in festa.
Il celebrante, fedele alle prescrizioni liturgiche, benedice la chiesa all’esterno e all’interno, il “popolo di Dio” e l’altare.
“Da solo un anno la vostra comunità è nata ed ora vive in crescita. L’edificio della nuova chiesa vi appartiene. Siete una comunità di mamme, papà, giovani, vecchi e bambini, che arrivano qua, a volte, con volti stanchi, con indumenti poveri, sporchi, portando il peso di una vita di sopravvivenza. Ma, poi, voi, da qui, riprendete il cammino delle vostre abitazioni provvisorie, con la fiducia suscitata dalla Parola, con la gioia di un incontro, con in cuore nuove motivazioni di fede, con l’impegno di migliorare, nella giustizia e solidarietà, questo quartiere, che oggi è in festa…” (dall’omelia).
Alla fine dell’Eucaristia sono offerti al vescovo alcuni vasi, modellati dai pigmei, e ai padri un tacchino, che dovranno condividere con tutti voi, che ci aiutate.
Notizie in breve
- Goffredo e Tiziana, una giovane coppia di Pesaro e legata ai padri Caracciolini, stanno iniziando la costruzione d’alcune casette ai pigmei a Mugunga. L’entusiasmo è alle stelle.
- Paolo, del laicato saveriano, si è unito a Lino e Anna (due volontari) per incontrare, di notte, nei quartieri della città, i bambini di strada…
- Domenica, 13 giugno: prima comunione per 75 ragazzi/e.
Alla prossima!
Ciao a tutti.
G. Dovigo
Gomma, 13 giugno ’04
Internet: g_dovigo@yahoo.fr
Indirizzo postale: Pères Xavériens - B.P. 185
CYANGUGU (RWANDA)
13.06.2004