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APPROFONDIMENTI
25 agosto 2004
NANOTECNOLOGIA, MINACCIA MICROSCOPICA
Un interessante articcolo dall'obiettore Ovci ad Esmeraldas
Christian Cacciatore
I prodotti della nanotecnologia hanno ormai invaso i mercati di tutto il mondo, li usiamo regolarmente, ce li abbiamo in casa, ma realmente quanto sono pericolosi? Secondo Silvia Ribeiro di ETC group, (gruppo d’azione sull’erosione, la tecnologia e la concentrazione), relatrice del Io Social Forum delle Americhe , i prodotti nanotecnologici, seppur supportati da pochi studi scientifici, sono da considerarsi dannosi per la salute umana e per tanto bisogna interromperne l’impiego e le ricerche scientifiche a riguardo. Storicamente l’introduzione di nuove tecnologie in una società ingiusta, anche se a lungo termine ha portato benefici, nel breve periodo ha aumentato la differenza tra ricchi e poveri, l’ingiustizia sociale e il consolidamento dei gruppi dominati, con un grande impatto per i settori più vulnerabili.
Queste nuove tecnologie già hanno introdotto elementi e impatti prima sconosciuti, per i quali sono necessarie maggior informazioni per sapere quali sono i danni e come vanno prevenuti. Ma cosa sono i prodotti nanotecnologici? Da fantascienza la nanotecnologia si è trasformata in una vera e propria attrazione per gli interessi industriali di tutto il pianeta, movendo grandi capitali e rivoluzionando il settore scientifico e industriale. Chi conosce il suo potenziale afferma che ci troviamo di fronte alla maggiore rivoluzione industriale di tutti i tempi.
La nanotecnologia è l’alterazione della materia a livello atomico e molecolare; cambiando la disposizione spaziale degli atomi, si cambiano le qualità chimico-fisiche della stessa. Un esempio in natura sono le distinte proprietà dell’atomo di carbonio che, a seconda di come sta organizzato a livello molecolare, può dare: la grafite, sostanza morbida e fragile che si usa nelle matite, o il diamante una delle materie più dure che si conoscono; entrambi sono costituiti di soli atomi di carbonio.
La manipolazione dell’atomo e delle molecole, considerata come un’alchimia moderna, può trasformare le proprietà di quasi tutta la materia, sia essa viva o inerte, permettendo di costruire nuovi materiali, nuove forme di vita o degli ibridi. Poter effettuare manipolazioni nanotecnologiche apre un mondo d’opportunità: si possono fabbricare computer più piccoli e veloci, farmaci che raggiungono gli organi interessati più rapidamente, catalizzatori più reattivi (utilizzati nei processi di raffinazione del petrolio), armi chimiche etc.
I sostenitori della nanotecnologia promettono che questa ci libererà da quasi tutti i mali: eliminerà l’inquinamento ambientale, la fame nel mondo, la povertà e le malattie, allungandoci la vita. Tutto questo, come sostiene la Ribeiro, ignorando che la povertà e l’ingiustizia non sono problemi tecnologici e che non ci sarà nessuna nuova tecnologia che possa risolvere le vecchie ingiustizie. Nonostante la nanotecnologia sia una scienza in continua espansione, con centinaia di prodotti già sul mercato, gli studi relativi agli effetti di questi sulla salute umana e sull’ambiente sono scarsi e non c’è nessun tipo di regolamentazione relativa agli usi e alle applicazioni.
Come già avviene per l’ingegneria genetica, gli scienziati non stanno studiando gli impatti delle nanotecnologie sulla salute umana e sull’ambiente. I pochi studi effettuati dimostrano che le nanoparticelle introdotte nel corpo umano, passano attraverso il sistema immunologico e sono capaci di attraversare anche la barriera sanguigna che circonda il cervello, si possono inoltre accumulare in diversi organi, quale il fegato, provocando il cancro.
E’ certo però che la nanotecnologia offre un potenziale inimmaginabile per ottenere un monopolio senza precedenti, non sulle piante come nel caso degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), ma direttamente sugli elementi e i processi fondamentali per la creazione della vita e le risorse naturali, ottenendo il controllo di tutti i settori industriali, compreso il settore bellico, l’alimentazione e la salute.
Gli investimenti sulle nanotecnologie hanno già raggiunto un totale di circa 6 miliardi di dollari, coinvolgendo tutte le 500 compagnie più potenti del pianeta, con Giappone, Stati uniti ed Europa tra i Paesi maggiormente coinvolti. Tra le tante compagnie, quelle che più stanno investendo sono: DuPont, BASF, l’Oreal, Hewlett-Packard, Mitsubishi, Toyota, Unilever, Kraft e IBM.
Tra i prodotti nanotecnologici che si trovano a disposizione dei consumatori ci sono: cosmetici, creme solari (contenenti biossido di titanio), tessuti autopulenti, palle e racchette da tennis, pitture, nano capsule e sistemi di somministrazione di medicine etc. Infine non mancano gli investimenti relativi all’industria bellica, come: sensori per la localizzazione, la vigilanza e potenziali usi offensivi e armature superleggere.
Dal 2003 Craig Venter (famoso per la mappatura del genoma umano) e l’Istituto di Energia Biologica Alternativa (IBEA), da lui fondato, hanno ottenuto un finanziamento di 9 milioni di dollari dal Dipartimento di Energia degli Stati Uniti per creare nuove forme di vita in laboratorio. Con questo obiettivo Venter sta circumnavigando il globo, prelevando, ai limiti della legalità, campioni di biodiversità microbica dai mari più ricchi del pianeta. Ha già prelevato campioni nei mari di Messico, Costa Rica, Panama e delle isole Galapagos; in questo momento si trova sulle coste della Polinesia Francese. Sono già stati identificati 1.2 milioni di geni prima sconosciuti e circa 800 microrganismi fotorecettori. I campioni sono già stati inviati negli Stati Uniti. E’ lecito credere che buona parte di questo materiale genetico andrà a supportare la creazione di nuove armi batteriologiche.
Indubbiamente la nanotecnologia potrebbe essere un buon apporto al miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, però quello che finora si è visto è la solita corsa competitiva da parte delle multinazionali per monopolizzare i mercati con i loro prodotti. I consumatori hanno il diritto di essere salvaguardati e non essere considerati come delle cavie. La scienza, e i relativi investimenti legati ad essa, devono essere spesi per i benefici dell’umanità, non per gli interessi degli azionisti. Continuare in questo modo, solo perché non ci siano leggi che lo vietano, significa andare contro ogni diritto umano.


Links:
www.etcgroup.org
www.accionecologica.org


06.08.2004

aggiornato il 25/08/2004 alle ore 00:00 - Link Permanente
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