APPROFONDIMENTI
25 agosto 2004
GLOBALIZZIAMO LA LOTTA, GLOBALIZZIAMO LA SPERANZA DIFENDIAMO LA SOVRANITA ALIMENTARE
dal I° Social Forum delle Americhe
Christian Cacciatore
Quito, Ecuador. Dal 25 al 30 luglio, si è svolto il I Social Forum delle Americhe, con lobiettivo di contribuire allo sviluppo di idee e di un pensiero critico che permetta di promuovere unalternativa al neoliberalismo e di sottolineare le diverse specificità presenti nel continente Americano. Durante il Foro si sono affrontate 5 linee tematiche, quali: la situazione economica; la faccia violenta del progetto neoliberale; il potere, la democrazia e lo Stato; il rapporto tra Cultura e Comunicazione e infine le differenti realtà e problematiche dei popoli indigeni e afrodiscendenti. Lagenda era ricca di numerosi incontri e iniziative che hanno sviluppato i differenti temi attraverso conferenze, seminari, tavoli di lavoro e programmi culturali. Allevento hanno partecipato più di 10.000 persone provenienti da 55 paesi.
La Sovranità Alimentare, legata al tema economico, è il diritto dei popoli a rivendicare la propria identità alimentare, ed è strettamente connessa alla sicurezza alimentare. Negli ultimi anni si è constatato che la sovranità alimentare e la sicurezza alimentare dei popoli latinoamericani stanno peggiorando. La violenza e la disuguaglianza sono aumentate a causa della persistenza del modello economico neoliberale che si è diffuso anche con la complicità dei governi nazionali. La discriminazione etnica e razziale persiste in maniera profonda, mantenendo la disuguaglianza, in special modo nei confronti delle popolazioni indigene, nere e delle comunità contadine. Il pagamento del debito estero continua ad essere una delle priorità dei governi, che dipendono dalle imposizioni degli organismi internazionali finanziari, quali la Banca Mondiale (BM) e la Banca Interamericana dello Sviluppo (BID).
Il modello di produzione agricola adottato dalla maggior parte degli Stati, conosciuto come rivoluzione verde, basato sulle monocolture, luso di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e limpiego di pesticidi, e promosso dalle multinazionali, che hanno monopolizzato il mercato alimentare, ha provocato gravi problemi alla salute umana e agli ecosistemi terrestri e acquatici, minacciando la salute dei produttori, dei consumatori, la biodiversità e la stessa sicurezza e sovranità alimentare.
Lincessante aumento della privatizzazione della biodiversità, delle sementi, delle risorse naturali, in particolare dellacqua, lintroduzione di specie non native del continente americano, quali la soia e la palma africana e di OGM, il continuo disboscamento e il riscaldamento del pianeta provocato dai Paesi industrializzati stanno causando danni irreversibili che rendono le popolazioni sempre più vulnerabili. Il monopolio delle multinazionali esclude, emargina e promuove lemigrazione, la disoccupazione, le cattive condizioni di lavoro, la fame e la malnutrizione delle popolazioni indigene e contadine. Ogni giorno è sempre più difficile per questi popoli avere accesso ad alimenti sani che non causino danni alla salute.
Inoltre non si sta riconoscendo nè rispettando la diversità culturale dei popoli nativi, per i quali la sovranità e la sicurezza alimentare sono basate sul concetto di sovranità territoriale e la proprietà collettiva della terra e delle risorse naturali, regolate dalle leggi tradizionali. Le comunità indigene hanno il diritto di vivere liberamente il proprio territorio; la loro stretta relazione con la terra deve essere riconosciuta come parte della loro cultura, vita spirituale, integrità culturale e sopravvivenza economica. Non si è tenuto conto che per loro la relazione tra terra e sicurezza alimentare non è semplicemente legata al possesso e alla produzione, ma è soprattutto un elemento materiale e spirituale del quale devono poter godere liberamente.
La corruzione dei governi presente in molti Paesi latinoamericani e laumento della loro dipendenza dalle multinazionali, inoltre, sta provocando delle vere e proprie crisi politiche, che sono state affrontate con repressioni e massacri. La recente crisi di Haiti è un chiaro esempio di come, dopo un conflitto, aumentino gli effetti negativi sulla sicurezza alimentare.
In relazione a questo, il BM e il BID sono stati considerati dal Tribunale della società civile, costituito in occasione del Foro, responsabili di incidere sulle politiche agricole e agrobiotecnologiche, promovendo lutilizzo di pesticidi e facendo pressioni sui governi che sono stati dichiarati complici di questo processo. Ogni anno investono circa 250 milioni di dollari per lacquisto di pesticidi, considerati da molti scienziati dannosi per la salute umana, sia dei lavoratori che dei consumatori. Pur conoscendo gli effetti negativi delluso di pesticidi, anche a discapito della biodiversità, solo l1% dei progetti promossi è stato sottoposto a valutazione ambientale. Sono i principali responsabili del fenomeno della privatizzazione delle terre, che negli ultimi anni ha portato alla concentrazione di queste nelle mani di poche persone, a discapito dei piccoli agricoltori che si sono indebitati e, non potendo reggere la concorrenza delle grandi multinazionali, in molti casi sono stati costretti ad abbandonare le terre e ad emigrare verso la città o allestero. Sono i principali promotori della politica neoliberalista, orientata allesportazione della distribuzione a discapito del consumo locale e con il conseguente aumento della povertà. Sulla base di queste accuse il BM e il BID sono stati dichiarati colpevoli e debitori per i crimini sociali e ambientali commessi. E stato chiesto pertanto un risarcimento alle comunità indigene e contadine per i danni subiti, limmediata restaurazione degli ecosistemi e il ritiro dei progetti che aumentano la povertà e utilizzano pesticidi.
06.08.2004