APPROFONDIMENTI
10 settembre 2004
PASSEGGIATA IN SPIAGGIA
biologo in servizio a Esmeraldas(Ecuador)
Christian Cacciatore
Domenica scorsa, io, Fabio 1, Fabio3 (i miei nuovi compagni di casa) e Manuela (ragazza Focsiv di Esmeraldas) decidiamo di andare al mare, direzione nord; essendo già conoscitore di quelle zone, vengo nominato guida ufficiale del gruppo. Riuscirà il nostro eroe in questa ardua missine? Claaaaro! Lappuntamento era per le nove della mattina a casa nostra; naturalmente Manuela arriva superpuntuale e Fabio 3 sta ancora facendo colazione, io sono in bagno e Fabio 1 cerca il cappello. Finalmente tutti pronti
si parte. Saliti sullautobus, naturalmente pieno, ci accorgiamo subito che se non avremo trovato posto il viaggio sarebbe stato allucinante, soprattutto per Fabio 3 che essendo alto 1e 90 toccava con le spalle il tetto, modello bambino troppo cresciuto dentro una casa delle bambole. Fortunatamente dopo qualche minuto ci sistemiamo e il viaggio diventa più confortevole. Sullautobus Fabio 1 viene adescato da un gruppo di ragazze che ci invitano ad andare con loro a Chontaduro, paesino situato da qualche parte nel nord, dopo Palestina. Analizzata la situazione decidiamo di rifiutare e proseguire per la nostra strada. La mia idea era di scendere da qualche parte, per poi camminare lungo la spiaggia, finché non ci fossimo stancati, un po allavventura, alla ricerca di posti incontaminati e fuori dalla civiltà. Dove scendere? Alla fine opto per Rocuaferte, poi da li direzione nord lungo la spiaggia. Il nostro autobus non ci avrebbe portati a destinazione, siamo dovuti scendere al bivio di Palestina, da li ci siamo incamminati, naturalmente sotto il sole, verso il punto in cui avremmo incontrato lautobus successivo. Anche questo era strapieno, però dovevamo restarci per pochi minuti, quindi il dramma era minore. Arrivati sulla spiaggia di Rocafuerte, prima di intraprendere la marcia, ci cospargiamo ben bene di crema. Lungo il percorso incontriamo solo gallianzos, aironi e gabbiani, la spiaggia è ricca di conchiglie, raccogliamo le più belle; ogni tanto incontravamo qualche pescatore che ci guardava come marziani e ci salutava felici dellincontro. Il nostro obiettivo era quello di arrivare alla fine della spiaggia, verso la punta nord della grande insenatura che stavamo attraversando. Dopo tre ore la nostra meta era ancora lontana e la fame cominciava a farsi sentire
che fare? Come per magia appaiono quattro case, che poi scopriamo essere un piccolo pueblo di pescatori denominato Paufì, dove cera un solo comedor, comedor il Delfino. La signora del ristorantino ci dice che cè da aspettare un poquito
no hay problemas! Dopo un ora era pronto. Rifocillati e riposati riprendiamo il cammino, verso la punta nord, che nel frattempo abbiamo scoperto essere Bocana de Ostiones, altro piccolo pueblo di pescatori, dove tra laltro avevo già fatto un corso di formazione, quindi seppur a caso, il cerchio quadra, sapevo con certezza doveravamo. Avanti tutta miei prodi! Dopo unoretta (eravamo quattro, tutti senza orologi, quindi ci regolavamo con la fame e col sole) arriviamo a destinazione, incontriamo un giovane pescatore, con un fisico modello Big Jim, al quale chiediamo informazioni sul proseguimento del cammino. Considerando che la marea stava salendo ci ha consigliato di non proseguire. Preso atto della cosa, ci siamo piazzati in spiaggia, destando la curiosità di due bambini, che con una bicicletta giocavano a rincorrere due porci che pascolavano sulla spiaggia. Un vero paradiso, paesaggio incontaminato, mare e natura, da noi posti del genere sono rarissimi, qui quasi tutta la costa è così. Verso le cinque del nostro orologio biologico, decidiamo di abbandonare la spiaggia per raggiungere la strada principale per tornare a casa. Quando lavventura sembrava finita
lungo il tragitto da una casa apparentemente disabitata esce un grosso cane che comincia ad abbaiarci contro, fortunatamente dopo un po decide di rinunciare, evidentemente aveva già mangiato
come sempre il mio rapporto con gli animale è ottimo. Scampato pericolo? Così sembra, quando ormai il viaggio stava per concludersi, vediamo scendere da una casa rialzata rispetto al livello della strada un uomo ciondolante, con un dente si e due no e con una chitarra in mano. Il tipo gesticolava, tanto che Fabio 1 pensava fosse sordo, così non era, era semplicemente pieno dalcool fino al midollo. Quando finalmente ci troviamo faccia a faccia ci dice che era di compleanno, sua figlia compieva 30 anni e che voleva invitarci alla festa per 20, 10, 15, solo 5 minuti. Dopo ben 5 minuti nei quali ha ripetuto lo stesso concetto, siamo saliti al patio della casa, dove cerano amici e vicini, più o meno tutti nelle stesse condizioni del padrone di casa, donne escluse naturalmente. Ci sediamo, ci offrono da bere e ci dicono che ci avrebbero offerto da mangiare; considerando che era inutile cercare di rifiutare, abbiamo preso la cosa con filosofia e ci siamo integrati alla festa. Devo dire che era proprio un bel quadretto, quattro deficienti e una manica di ubriachi, il titolo perfetto per un film. Dopo balli, canti, cori e foto di rito, il minimo indispensabile per onorare lospitalità, riusciamo ad andarcene, con una pipa (cocco giovane) ciascuno. Da lontano gridiamo lultimo: que viva la cumpleagnera! E ce ne andiamo. Essendoci sfilato da lontano un autobus, avendolo perso, chiediamo un passaggio ad una camionetta, che ci carica a cassone fino a Rocafuerte, poi proseguiamo il resto del viaggio in ranchera, sulla quale cerano, tanto per rimanere in tema 4 uomini ubriachi che bevevano Frontera e sparavano cavolate.
Appuntamento al prossimo viaggio organizzato!
10.09.2004