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APPROFONDIMENTI
03 dicembre 2004
Inaugurazione del Centro di Formazione Professionale promosso insieme a USADC
da Khartoum
Alessandro
...mi giro di colpo e non credo ai miei occhi...devo quasi stropicciarli e ridurli a fessure per realizzare che ciò che vedo è davvero reale. Vedo distintamente i ragazzi disabili del nuovo Vocational Training Centre ballare a ritmo di musica, tutti insieme sull’improvvisato palco, lasciando di stucco e oscurato alla vista degli spettatori il gruppo di ballerine bambine, pagato per l’occasione. Realizzo che è bastata loro una piccola spinta per salire letteralmente in pista e incominciare a ballare i ritmi più frenetici. Ragazzi e bambini con la sindrome di down, poliomelitici che fanno divertire il pubblico e inumidire gli occhi di tutti noi che continuiamo ad osservarli stupefatti e con stampato in viso un sorriso statico.
Alla fine non posso fare altro che togliermi la giacca, slacciarmi la cravatta e lanciarmi in pista insieme a Roberto, Enrico, Rita, Mustafa (presidente dell’Usadc), Jubara (Preside del Centro) e ancora Maha, Toma, Omaima.
Il ritmo delle varie musiche suonate e cantate dal vivo ci trascina via con i nostri corpi vestiti di abiti lisi ed inamidati, le nostre scarpe lucide, i nostri profumi occidentali, i nostri pensieri per settimane covati, la nostra troppo spesso burocratica staticità....e le nostre quotidiane preoccupazioni, le polemiche degli ultimi minuti, i fogli dei discorsi ufficiali che finalmente vengono stropicciati nelle nostre mani.
Fuori, le bandiere del Sudan, dell’Italia, della Comunità Europea, della Svizzera e del Rotary International, sventolano alte nel cielo di Khartoum e l’effetto di colori è davvero bello: pare un arcobaleno e il vento che soffia è capace di rendere ancora più affascinante l’incontro di culture, religioni, intenti che si è voluto realizzare e costruire con sassi, mattoni e cemento.

E’ la bellissima conclusione di questa giornata di festa e la tensione cala d’improvviso facendo anche scendere il sipario su questo ultimo mese passato interamente a lavorare al Vocational Training Centre.
Abbiamo iniziato, grazie al prezioso aiuto di Azzurrina (Celestina) con la selezione degli allievi ed ora abbiamo raggiunto la quota di trenta iscritti. Sono maschi e femmine tra gli otto e i diciotto anni ed ogni giorno si dividono a seconda di un orario personalizzato sulle loro capacità ed esigenze nei laboratori di ceramica, carta riciclata, falegnameria e panificazione, senza però dimenticare la cultura generale (imparare a leggere, a scrivere, a fare di conto).
Una cosa che sempre mi tornerà in mente pensando all’apertura di questo Centro sarà la pregnante sensazione di stupore nel vedere che questi studenti hanno dovuto percorrere un sentiero ancora una volta in salita per capire che di noi si potevano fidare e che il luogo dove erano capitati poteva veramente essere considerato casa loro, finalmente potevano anche loro andare a scuola: ci siamo trovati una sera a commentare unanimi il fatto che abbiamo visto crescere in loro la gioia e il sorriso giorno dopo giorno: abbiamo toccato con mano la loro diffidenza iniziale; ma ora vedendoli ridere e attenderci al mattino, parlarci, seguirci, prenderci la mano, abbiamo la certezza che incominciano ad amare questo posto così lontano dalla tanta diffidenza e quotidiana noia che per tanti anni hanno certamente vissuto.
La cerimonia si era aperta con il taglio del nastro ad opera del Ministro del Social Welfare, la visita degli intervenuti ai vari laboratori e i discorsi di rito preceduti da una preghiera mussulmana e da una cattolica.

Sarebbe mio dovere di Capo Progetto rendervi partecipe di tutti gli interventi ufficiali che ci sono stati a questa inaugurazione ma sono certo che dopo pochi giorni li avreste già dimenticati. E allora lascio ad altri questo compito e vi racconto di altre persone che hanno voluto essere con noi sabato 27 Novembre.
C’era il Direttore Generale dell’Azienda che si occupa di stampare tra l’altro anche tutto il denaro cartaceo che circola in Sudan...è stato presente perché ci ha donato una quantità indefinita di ritagli di carta da poter riciclare nel nostro laboratorio...il nostro pick-up, durante il trasporto, sembrava doversi ribaltare da un minuto all’altro e la gentilezza del funzionario è stata qualcosa di insperato...ci ha promesso, dopo aver visto il Centro, tutta la carta della quale abbiamo bisogno ed inoltre anche le casse per contenerla e, è notizia certa, ha già fatto stampare dei poster con disegnate tutte le banconote che esistono in questo Paese....così potremo insegnare il valore dei soldi ai ragazzi;
c’era poi Padre Giacomo Comino dei Salesiani di Khartoum, che ha deciso di acquistarci i fogli di carta riciclata che utilizzerà nella sua stamperia (lui gestisce una scuola professionale per i figli dei Campi Profughi di Khartoum nella quale c’è anche un grande tipografia);
e ci sono poi gli amici Marco e Abele di Emergency che con Enrico e Roberto conosciamo e frequentiamo, aiutandoli per quanto possimao in un loro piccolo progetto e sogno e che hanno voluto essere presenti tutti e tre a gioire con noi in questo giorno di festa;
e c’erano i volontari CBR delle tre aree di Omdurman, tutti vestiti di festa;
e c’erano Wafaa del World Wood Programme che ha potuto finalmente toccare con mano ciò che OVCI sta facendo a Khartoum;
c’era il papà di un bambino con la sindrome di down che non smetteva un attimo di ringraziare thank you doctor per ciò che il VTC sta facendo per suo figlio;
e c’era, l’amico Mastro Giardiniere che ha curato e scelto piante e fiori per il Centro e che ho affiancato (si è talmente affezionato a me che mi ha definito suo fratello e ha pensato bene di invitarmi a Marzo presso la sua tribù a cavalcare il cammello e il cavallo, lungo e attraverso i deserti e le distese di sabbia di terra battuta...tutto bene finché mi ha detto che la sua tribù si trova in Darfur);
c’era l’Arbitro di Sedia cioè il responsabile del cantiere del VTC che davvero non abbiamo mai visto in piedi ma sempre seduto o, a volte, disteso....e per non smentirsi anche all’inaugurazione era adagiato quasi fosse un antico romano su una panchina (alla faccia della sfilata di personalità che gli passavano sotto il naso);
e c’erano due figlie e la moglie di Mustafa che finalmente hanno constatato perché il loro congiunto sta così tanto tempo fuori casa;
e c’erano Antonietta e Maria Teresa, giunte da Juba per l’occasione, vestite di festa e davvero raggianti e più di compagnia del solito;
e c’era Andreina Marsella Vice Ambasciatrice italiana che ha fatto un discorso sentito e per nulla scontato e che ha dimostrato il suo entusiasmo per il Centro anche successivamente a questa occasione;
e c’erano Manlio e Silvia, giunti a Khartoum per fare uno stage con la Red Crescent e che si sono buttati con entusiasmo a dare una mano anche a noi e ai ragazzi;
e c’erano con noi anche Elio Cerini, Claudia Corsolini e Marco Sala....o meglio le loro foto....già Jubara le ha pretese, insieme alle nostre, per preparare un cartellone che ha racchiuso una parte degli amici italiani che hanno lavorato attivamente per il VTC.
ma c’erano soprattutto (io e Azzurrina ci siamo guardati stupefatti) alcuni ragazzi disabili che non avevamo mai visto e che non si sa come sono riusciti ad avere la divisa del nostro Centro e che per il solo fatto di essere intervenuti all’inaugurazione ed aver indossato la divisa, si considerano automaticamente allievi (li incontreremo a lezione, puntualmente il giorno successivo)

...e noi, cosa possiamo farci...certamente avremmo i mezzi per impedirlo ma ciò che ci manca è la voglia, il coraggio, il cuore di farlo.


Alla prossima


03.12.2004

aggiornato il 03/12/2004 alle ore 00:00 - Link Permanente
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