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APPROFONDIMENTI
08 novembre 2006
Stranieri a Como
dossier statistico 2006 di Caritas e Fondazione Migrantes
Marco Gatti

Stranieri: si fanno sempre più importanti i numeri che ne accompagnano la presenza sul territorio nazionale. A rivelarlo il XVI dossier statistico 2006 di Caritas e Fondazione Migrantes, che indica l’Italia come il secondo Paese al mondo in quanto a forza attrattiva delle ondate migratorie. Sarà la collocazione geografica del “Bel Paese”, sarà il quieto vivere, le opportunità occupazionali, l’elevato livello di benessere. Fatto sta che i numeri segnano un graduale, ma progressivo aumento.

Guardiamo alla nostra regione. I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Lombardia al 31 dicembre 2005 erano 711.059.

Rispetto al resto d’Italia la Lombardia si colloca al primo posto per soggiornamenti nel nostro Paese.

Occorre a questo punto una doverosa precisazione delle differenze tra soggiornanti e residenti, perché di entrambi si farà riferimento in seguito. La presenza legale di un cittadino straniero ha, come condizione iniziale, la concessione del permesso di soggiorno e quindi, per quelli venuti per inserimento stabile, prevede l’iscrizione all’anagrafe dei residenti del Comune prescelto. La residenza risulta molto importante per far fronte alle molteplici incombenze burocratiche (carta d’identità, contatti per le utenze domestiche come luce, gas, telefono etc., rapporti con le banche, etc.), ma non può essere sempre acquistata in tempi brevi a causa delle notevoli difficoltà che gli immigrati incontrano nella ricerca di un alloggio, nella stipula di un contratto d’affitto e infine per la conformità dell’abitazione a criteri volumetrici stabiliti a livello regionale.

Per questa serie di ragioni appare ovvio di come il dato sui soggionanti sia superiore (e spesso solo stimato) rispetto al dato più certo dei residenti. Differenza che spesso indica quella parte di stranieri che versa in maggiori difficoltà.

Ma torniamo a noi. Poco meno della metà degli immigrati residenti risulta concentrata in provincia di Milano (il 46,6%) e l’altra si distribuisce nelle restanti province lombarde. Le province con maggior numero di residenti stranieri, dopo Milano, sono Brescia (93.756, pari al 17,6%), Bergamo (53.033, pari al 10%), Varese (30.514, 5,7%) e Como (24.174, 4,5%). La provincia di Sondrio è quella con il minor numero di stranieri (4.388, pari allo 0,8%).

Come detto sul fronte della statistica il dato sul numero di soggiorni rientra solo in termini di stima. Uno sguardo merita ugualmente la realtà comasca. In provincia di Como i soggiornanti stimati nel 2004 erano 28.049 (nel 1995 erano 10.497), quelli stimati nel 2005 30.638. I numeri ci danno anche ragione di questo incremento: 811 i visti concessi per motivi di lavoro, 1100 quelli per motivi familiari, 8 per motivi religiosi, 58 per studio. Il totale dei visti concessi in provincia di Como nel 2005, con qualche aggiustamento legato a voci minoritarie, si aggira sulle 2000 unità. A questo vanno aggiunti 588 nuovi nati stranieri. Il dato complessivo sui soggiornanti 2005 parla dunque, come detto, di poco più di 30 mila presenze, di cui il 21,4% composte da minori. Rispetto alla popolazione complessiva della provincia gli stranieri si attestano sul 5,4%.

Torniamo ora ai dati più certi dell’osservatorio regionale sui dati dei residenti. Le donne straniere in Lombardia sono il 46,2% del totale. I maschi prevalgono in tutte le province lombarde, ad eccezione di quella di Sondrio dove si fermano al 49,8% del totale.

Il 55,6% degli immigrati presenti in Lombardia si colloca nella fascia d’età tra i 19 e i 40 anni, seguono i 41-60enni (21%). Cremona è la provincia con la più alta percentuale di minori (28,4%) rispetto alla media regionale del 21,1%. Il gruppo più numeroso di anziani ultrasessantenni si trova in provincia di Varese (3,1%) contro il dato medio regionale pari al 2,3%.

La maggioranza (il 52,3%) risulta coniugato.

Rispetto alle località di provenienza i primi cinque paesi più rappresentati sul territorio lombardo sono: Marocco, Albania, Romania, Egitto e Filippine. Anche per il 2005 la nazionalità più diffusa in Lombardia si conferma quella marocchina, al primo posto come paese di provenienza in 6 province su 11 (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova e Sondrio).

I motivi del soggiorno: in Lombardia 6 immigrati su 10 hanno ottenuto il permesso di soggiorno per lavoro (52,7% per lavoro subordinato e 6,5% per lavoro autonomo); al secondo posto troviamo i motivi di famiglia.

L’incrocio tra la cittadinanza e i motivi di soggiorno ci mostra che in 7 province su 11 il lavoro subordinato è appannaggio soprattutto degli stranieri originari dell’Ucraina (Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano, Pavia e Varese); il lavoro autonomo è diffuso soprattutto tra i cinesi che in 6 province sono al primo posto e in due al secondo (Como e Pavia). I titolari di permesso per motivi familiari i sette province provengono, in prevalenza, dal Brasile (Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Pavia e Varese).

Esaminando la distribuzione dei lavoratori per settore e province si rileva che tra gli occupati il primo settore per numero di presenze è quello della costruzioni in 6 province, tra cui c’è anche Como con 2.843 occupati, pari al 18,1%.

Analizzando i dati sugli assunti il settore a prevalere (dato percentuale) in provincia di Como e a Sondrio rispetto al resto della regione è quello di alberghi e ristoranti (987, 18,3%), presso i quali, evidentemente, gli stranieri sono più facilmente impiegati.


aggiornato il 08/11/2006 alle ore 15:12 - Link Permanente
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