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APPROFONDIMENTI
01 dicembre 2006
Prospettive della Scuola Diritti Umani a Como
Seminario del 19 novembre '06 per il Convegno IDENTIKIT
Segreteria SDU
Domenica 19 novembre, alle 9:30 circa, nell’Aula Magna del Politecnico si apre il seminario Prospettive della Scuola Diritti Umani a Como tenuto da Claudio Bizzozero, il direttore della scuola. L’incontro vede la partecipazione di 25 persone: un gruppo di docenti, un gruppo di ex-studenti, un gruppo di studenti iscritti per l’anno in corso, alcuni rappresentanti del consiglio di amministrazione sia delle associazioni che dei comuni, alcuni collaboratori e volontari della Scuola Diritti Umani (SDU) e due rappresentanti del CSV, associazione aderente al Coordinamento comasco per la Pace (CCP).

Claudio Bizzozero presenta la Scuola nel suo sviluppo storico:

· anno 2004/2005: inizia il progetto della SDU con un finanziamento biennale dell’Unione Europea e un finanziamento dell’Amministrazione Provinciale (quest’ultimo è proseguito anche nelle successive edizioni). Il numero di iscritti al primo anno è di 132, con sette corsi distribuiti su sei sedi. Alla SDU lavorano Claudio Bizzozero e Gianluca Luraschi.

· anno 2005-2006: il numero di iscritti è 149, con cinque corsi pomeridiani e uno serale distribuiti su sei sedi. Alla SDU lavorano Claudio Bizzozero e Claudia Corsolini con la collaborazione della serviziocivilista Donatella Gregori.

· anno 2006-2007: il numero di iscritti è 123, con sei corsi distribuiti su sei sedi, di cui uno serale. La SDU ottiene un finanziamento da parte del comune di Lurate Caccivio. Alla SDU lavorano Claudio Bizzozero con la collaborazione di Donatella Gregori e la serviziocivilista.

I punti all’ordine del giorno sono:

1. Quale sviluppo futuro dare alla SDU?

2. Che tipo di rapporto mantenere con chi ha frequentato la SDU?

3. La sostenibilità economica della SDU.

Il primo punto messo in discussione è il secondo. Interviene Tamara Tisminetzky (studentessa SDU nel 2005-2006). Spiega che, dopo l’esperienza della scuola, un gruppo di studenti ha deciso di riunirsi, spinto dalla voglia di continuare il percorso. Gli obiettivi che il gruppo si è dato erano due:

· creare un progetto di controinformazione.

· restare a disposizione del CCP come volontari.

Di questi due obiettivi, nel concreto è stato portato avanti il secondo attraverso la promozione della SDU partecipando con uno stand informativo a varie iniziative (Giornata della Creatività a Como, Festa dei Popoli presso i Missionari Comboniani, L’Isola che C’è).

Assieme a Gloria Giudici (SDU 2005-2006) sottolineano come, accanto alla volontà di portare avanti i vari progetti, ci sia un’effettiva difficoltà a realizzarli. Mancano obiettivi più a lungo termine.

Alessandro Delcaro (SDU 2005-2006 e stagista in Chiapas) interviene spiegando i progetti portati avanti dal gruppo di studenti che hanno partecipato allo stage in Chiapas:

  • L’anno scorso hanno raccontato la loro esperienza di stage nei vari corsi. Per quest’anno l’idea sarebbe di organizzare anche incontri serali aperti a un pubblico più ampio.
  • Vendita dell’artigianato del Chiapas in appoggio alle comunità indigene.

Interviene Tevisio Morena (rappresentante del CSV) sottolineando come sia importante per i ragazzi porsi obiettivi semplici e concreti. Il rischio di porsi obiettivi troppo ambiziosi è quello di andare incontro a facili frustrazioni. Offre il sostegno ai ragazzi da parte del CSV per entrare in contatto con le possibilità di fare volontariato sul territorio. Il consiglio di Tevisio Morena è quello di creare un gruppo che abbia un’identità definita e si concentri su un progetto specifico e sul modo per realizzarlo, con la consapevolezza che è difficile entrare come volontari nelle associazioni ed essere subito percepiti come risorsa.

Chiede poi ai ragazzi iscritti quest’anno quali siano le loro aspettative. Lara Molteni (SDU 2006/2007) sostiene che gli studenti cercano più che altro un arricchimento personale, anche di secondo grado. Viene precisato che questa ipotesi era già stata valutata dalla SDU, anche sulla base della richiesta pervenuta da parte di alcuni studenti, ma non si è riusciti a realizzarla per mancanza di risorse. Fabio Ronchetti (SDU 2006/2007) aggiunge che da parte di alcuni c’è anche l’aspettativa di essere operativi nel campo del volontariato.

Claudia Corsolini spiega la proposta di stage locale che è stata fatta a conclusione delle lezioni SDU nell’anno 2005/2006: un’esperienza sui diritti degli immigrati promossa da OVCI e la Chiesa Valdese con la collaborazione del Consorzio dei Servizi Sociali dell’Olgiatese (che gestisce lo Sportello Immigrati). Si è trattato di una serie di incontri specifici sulla legislazione in materia di immigrazione, con testimonianze di immigrati... Dopo questi incontri, a cui hanno aderito circa 15 studenti provenienti da varie sedi, tre hanno deciso di proseguire facendo un’esperienza pratica allo Sportello Immigrati.

Martino Villani (direttore del CSV) evidenzia l’importanza di considerare più i singoli studenti in modo individuale, proponendo loro un tutoraggio personale che funga da orientamento formativo. In questo senso il CSV potrebbe dare un contributo professionale, lavorando con gli studenti che hanno frequentato la SDU.

Viene fatto notare che la specificità della SDU, ciò che la differenzia da tutti gli altri corsi organizzati dal CCP, sta proprio nella presenza costante di una persona in sede che sia a disposizione dei ragazzi per dare loro consigli e consulenze.

Ci si concentra sull’importanza degli stage locali e sulle problematiche con cui spesso ci si scontra nel proporli.

Per quanto riguarda le associazioni: in alcune di esse non è esplicitata l’attenzione alla tutela dei diritti umani, anche se di fatto è ciò che si fa inoltre pur avendo molto bisogno di stagisti, spesso non sono pronte ad accoglierli.

Riguardo agli enti locali le difficoltà sono molteplici. In primo luogo non sono pronti a riconoscere l’importanza di accogliere stagisti e, qualora lo fossero, non hanno gli strumenti per poter realizzare questo tipo di progetti. Losa Roberto fa notare che esiste anche la difficoltà legata alla provvisorietà delle leadership comunali, da cui dipende la scelta di appoggiare o sospendere le diverse iniziative. Inoltre è necessario che i comuni individuino una persona di riferimento che si occupi del monitoraggio di queste proposte. Interviene a questo proposito Claudia Corsolini sostenendo che nella nostra realtà, la tutela dei diritti umani avviene proprio a livello dei comuni. È inoltre determinante il modo in cui viene proposto lo stage presso i comuni: è fondamentale adattare la proposta in modo da renderla interessante per i giovani che altrimenti trovano più accattivanti proposte più “esotiche” come gli stage all’estero.

Interviene Claudio Bizzozero che sottolinea l’importanza di valutare anche gli altri due punti. Si ritiene utile l’attenzione al dopo-SDU, ma è auspicabile lasciare la libertà agli studenti di crescere anche da soli. Molto più urgente è concentrarsi sugli altri due punti perché da essi dipende il futuro della SDU.

D’accordo con quanto detto da Claudio Bizzozero, interviene Gianpaolo Rosso (docente di diritto all’informazione). Gianpaolo Rosso sottolinea come sia importante che la SDU diventi una struttura più stabile nel tempo così da creare una nuova sensibilità popolare e questo si può fare spingendo in due direzioni:

· intensificando il legame con le associazioni e gli enti locali.

· intensificando il rapporto con la scuola.

In quanto insegnante presso un liceo pubblico, Gianpaolo Rosso ritiene molto importante che la scuola si occupi di queste tematiche, essa non deve infatti essere un luogo di sterile trasmissione del sapere. Bisogna coinvolgere gli insegnanti delle scuole e cercare di aprirsi a un maggior numero di istituti.

Claudio Bizzozero è d’accordo sull’importanza di sviluppare i rapporti con le scuole, ma espone le difficoltà che ha incontrato nell’intensificare questi rapporti:

· Spesso il rapporto con le scuole dipende dal rapporto personale con alcuni insegnanti. Le scuole sono un settore ambìto da molte associazioni e molti enti e proprio per questo è difficoltoso entrarci.

· In passato non si è voluto coinvolgere troppe scuole per timore che il numero degli studenti crescesse troppo e non si riuscisse a gestire l’organizzazione della SDU.

Claudia Corsolini ritorna al punto 2 e si rivolge al CSV che si è reso disponibile per fare un percorso di orientamento ai ragazzi. È importante che il CSV crei un rapporto di fiducia con i ragazzi altrimenti si corre il rischio che nessuno si rivolga a loro. La sua esperienza le ha insegnato che gli studenti cercano consigli e consulenze da persone che già conoscono e con cui hanno creato un rapporto.

Claudio Bizzozero introduce il punto 3 sulla sostenibilità economica della SDU, confessando un certo pessimismo riguardo a questo aspetto. Il suo punto di vista è che la SDU incontri una certa resistenza perché crea elementi “scomodi” per alcuni.

Le proposte che vengono prese in considerazione per il finanziamento della SDU sono:

· coinvolgimento delle associazioni iscritte al CCP.

· possibilità di richiedere fondi alle cooperative sociali.

· far pagare una quota di iscrizioni agli studenti.

· organizzare iniziative per la raccolta fondi.

Rispetto al coinvolgimento delle associazioni, Piercarlo Riva (referente della bottega La Carovana del Sale e componente del Consiglio d’Amministrazione del Coordinamento) ritiene che i finanziamenti debbano provenire da associazioni iscritte al CCP, in questo modo si garantirebbe una certa continuità nei finanziamenti. Ad avvalorare questa tesi, interviene Martino Villani sostenendo che le varie associazioni del CCP si sentirebbero più coinvolte nell’attività della SDU: il finanziamento da parte di associazioni interne al CCP va visto come un’opportunità per creare consenso intorno al progetto della scuola.

Davide Ciucci (docente della lezione CONcittadini SENZAdimora e presidente dell’associazione Incroci) sottolinea la difficoltà da parte delle associazioni di destinare fondi a progetti esterni. Tuttavia, si evidenzia come il contributo da parte delle associazioni non deve essere solo di tipo economico, ma può anche essere in termini di tempo, sostegno organizzativo, passaparola ecc…

Riguardo alle quote di iscrizione per gli studenti, Gionata Girgi (SDU 2006-2007) esprime la sua perplessità perché ritiene che un costo potrebbe ridurre il numero degli studenti.

Lara Molteni (SDU 2006-2007) dice che è importante rendere partecipi gli studenti dei problemi economici della SDU e si rende disponibile per una raccolta fondi promossa dagli studenti stessi. Gionata Girgi (SDU 2006-2007) sottolinea le difficoltà di fare una raccolta fondi all’interno delle scuole. Morena Tevisio ritiene invece che sia importante coinvolgere gli studenti nella raccolta fondi perché è un modo per farli sentire protagonisti, promotori in prima persona del progetto SDU. Claudia Corsolini aggiunge che anche per la raccolta fondi è necessario pianificarla in modo efficace e coinvolgente.

Alle 12:45 Claudio Bizzozero conclude il laboratorio. Ritiene che sia stato un momento proficuo per la SDU: un’importante occasione di confronto.


aggiornato il 09/03/2007 alle ore 10:23 - Link Permanente
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