APPROFONDIMENTI
27 luglio 2005
Settimana villore-piaggie.
stage di Firenza della SDU
Giovanna Davanzo
Credo che quattro giorni siano veramente pochi per capire una realtà, o meglio tante realtà, spesso cosi lontane dalla mia e dal mondo che abitualmente mi circonda, però io li ho sentiti come una specie di assaggio, un campanello che avverte che esiste anche questo e che se poi ognuno vuole può tornare o cercare qualcosa di simile per approfondire e conoscere meglio e magari farlo diventare suo. Io credo che la grandezza di tutto ciò che è riuscito a creare Alessandro si legga nella gente delle Piaggie e di Villore e per sapere cosè davvero tutto quel marasma di associazioni e di attività a cui lui ha dato vita bisogna non chiederlo a lui, come magari verrebbe da fare velocemente, ma semplicemente viverlo e condividerlo con le persone, perchè credo che le Piaggie e Villore siano le persone. E quello che noi abbiamo fatto, ma non sapevo prima che importanza avesse, perchè Alessandro non avrebbe potuto raccontarci quello che ci ha raccontato Perla, quello che vi ha detto la signora di Udine, quello che vivono i bimbi andando al mare o in bicicletta tutti insieme e tutto ciò che ci ha trasmesso Simone, perchè è interamente la loro vita. Credo che le Piaggie e Villore siano un insieme di vite che cercano di costruire qualcosa insieme e di trovare un legame forte fra di loro che dia un senso di appartenenza a qualcosa e quindi un valore ad ogni persona, nel tentativo che non si disperda. A volte, quando ascolto i racconti delle persone, mi piace cercare delle immagini semplici che rappresentino le situazioni: larrivo di Alessandro alle Piagge me lo vedo un tuffo in un mare in cui tante persone galleggiano, cè chi ha un salvagente, chi sa nuotare, chi anche se non sa nuotare si dimena cercando di stare a galla e chi proprio non ha più energia e si lascia inghiottire dalle onde.Quello che pensa Alessandro è di trovare una corda robusta, infinitamente lunga e provare a gettarla in mezzo alle tante teste. Sono molte le persone che si sono attaccate alla corda, legate strette le une alle altre e hanno raggiunto le s-piaggie vicine.
Qualcuno non ce lha fatta, qualcuno ogni tanto viene ancora risucchiato dalle onde e poi ritrova la corda, ma chi ora cammina crede nelle piaggie con tutta la sua anima perchè sa cosa sono le onde del mare. Io credo sia questa la forza che ha fatto restare Simone a Villore un anno da solo, perchè sa cosa può essere Villore per tanti naufraghi, è questa la forza che fa dire a Perla di essere orgogliosa di essere Piaggese, perchè suo figlio non si buca più, è questa la forza di Stefania e della ragazza di Udine che sanno bene cosè il carcere, lalcolismo e i giri della droga, sarà questa la forza che avrà il bimbo che ha adottato Alessandro che vede sua mamma dal vetro del carcere.
Chi viene risucchiato dalle onde, come Elisabetta la ragazza rom coi suoi quattro figli, per un po sparisce nel mare e rischia di affogare però sa che esiste una corda e che se trova le energie per raggiungerla può ritornare a riva e riimparare a camminare.
Credo che cercare delle immagini un po fantasiose a volte sia anche una difesa quando ci si trova a confronto con realtà crude, parole tanto dure perchè semplici e dirette che anche se non vuoi ti entrano dentro. Un pò Tilia e Stefano me lavete dette le vostre impressioni e pensieri però non so quanto, come e cosa vi abbia toccato. Se vi viene voglia di scriverlo io sarei contenta (nonchè curiosa), comunque io sono stata contenta di condividere questa esperienza con voi, anche se non vi avevo mai visto, sia perchè è arricchente condividere momenti intensi con persone di altre età ed altri momenti di vita, sognatori e tenaci come Stefano (che alloccorrenza diventa lavapiatti e turista formidabile-oltre che bertinottiano convinto) e riflessivi e ascoltatori come Tilia (la cui nonna dovrà ringraziarci a vita per averle fatto perdere la pigrizia di lavorare nellorto), sia perchè mi è piaciuta la vostra voglia e disponibilità ad ascoltare (anche pazienza).
27 luglio 2005