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APPROFONDIMENTI
08 settembre 2005
Giorgio Gaber
incontro con Giorgio Gaber
Gianluca Luraschi
Giorgio Gaber

Partecipo ad un incontro in memoria di Giorgio Gaber.
Presenti numerose persone, sul palco in particolare Albanese, splendido, Mauro Pagani e Eugenio Finardi.
Inevitabilmente la discussione va su “la mia generazione ha perso”.
Mi ha sorpreso sentire da Pagani e Finardi (quest’ultimo in particolare) rivolgersi al pubblico, ai giovani presenti in sala, e riconoscere che dopo piu` 20 anni si ha la sensazione che qualcosa stia ricominciando, che la politica stia tornando ad essere affare nostro, delle persone “qualsiasi”. E` qualcosa che avverto anch’io.
In questi 20 anni l’Italia, per dirla alla Pasolini, e` riuscita ancora una volta ad essere un paese con sviluppo senza progresso.
La politica e` una cosa seria, non ci si puo` improvvisare politici, occorre: formazione, rabbia e spirito di servizio. Putroppo e` evidente che la politica svuotata della sua serieta` e` diventata solo un contenitore, al limite della decenza.
Tralascio la formazione perche` e` il piu` importante dei tre punti, ma in questo senso iniziano ad esserci diverse iniziative anche sul territorio. La rabbia e` un fuoco che si sente dentro, che ti spinge a lottare per qualcosa, ma se la rabbia non la si mette al servizio degli altri allora si fanno gli interessi personali.
Se e` vero che la politica sta ritornando nelle case della gente, occorre essere capaci di far memoria storia ed evitare gli errori del passato. Occorre vaccinarci contro il virus che ha permesso di distruggere l’enorme potenzialita` che la societa` italiana aveva costruito negli anni settanta.
Pagani e Finardi, l’hanno individuato. Si annida nelle inconcludenti e logorroiche discussioni con cui allora si credeva di fare politica, di costruire la democrazia. I collettivi, le riunioni fiume, le okkupazioni, ecc... hanno cortocircuitato le menti di molti giovani.
Io sono allergico alle discussioni quindi devo vaccinarmi ogni estate per evitare che l’inverno mi colga impreparato. Ho impresso in modo indelebile che le migliori discussioni che ho fatto nella mia vita, sono state quelle dopo aver comminato per diversi km: essenziali (perche` fatte da stanchi), vere (perche` fatte dopo aver condiviso il sudore), durature (perche` la fatica non si dimentica).
Ovviamente Giorgio Gaber non e` stato un politico. Aveva un difetto su tutti per poterlo diventare: diceva quello che pensava, anche contro le proprie convenienze. Per questo Giorgio Gaber e` stato un intellettuale. Un intellettuale e` come una pianta cattiva in un prato all’inglese: la si vuole estirpare. Gaber e` stato l’ultimo intellettuale. In Italia d’intellettuali non ce ne sono piu`. Abbiamo solo prati all’inglese. Chi si e` venduto a mediaset, chi al benessere, sta di fatto che negli anni ottanta la televisione ha funzionato da diserbante.
A differenza di un intellettuale un politico non puo` dire cose controcorrente, essendo esso stesso la corrente. Non ci trovo niente di strano e tanto meno di sbagliato. Anzi, trovo pericoloso chi non dovesse interpretare la politica in questo senso, questo e` il lavoro degli intellettuali. Per quanto giuste e doverose certe iniziative non possono essere prese da un politico in nome della verita`. La politica non e` solo la scienza che governa le cose comuni ma e` anche quella che costruisce le priorita` comuni. Non ha senso prendere delle decisioni controcorrente in guinta, se non sono capite dalle persone. Per quanto possa essere giusto costruire un campo nomadi in un comune, che senso ha se non si pensa a come coinvolgere la comunita`.
Di una politica che sappia coinvolgere le persone evitando discussioni logorroiche abbiamo bisogno come l’aria per assaporare quell’idea di liberta` che Gaber ha bene descritto: ” La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la
libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione..”
Auguro ogni bene a chi ha gia` iniziato a farsi contaminare dalla politica e speriamo che in un prossimo futuro possano aumentare le iniziative in questo senso, purche` ci si ricordi sempre che la politica e` una cosa seria e si vince per essere rieletti.

settembre 2005

aggiornato il 08/09/2005 alle ore 00:00 - Link Permanente
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