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APPROFONDIMENTI
11 dicembre 2006
Natale 2006
Padre Rossano

8 dicembre, Festa dell’Immacolata

Natale 2006

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero

il più piccolo capoluogo di Giuda:

da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.

(Mt 2,1-6)

Cari amici e amiche, il Dio della vita riscaldi il vostro cuore nella pace e nella giustizia.

Stiamo attendendo l’evento del mistero più grande: il Dio della storia (di questa storia piena di contraddizioni) si fa carne! È l’evento che cambia il corso della nostra quotidianità. La sfida di Dio con l’umanità è sempre aperta: credere che un altro mondo è possibile, soprattutto se è a partire dalla scelta di ciascuno di “farsi carne” a sua volta. Il mistero dell’incarnazione ha sempre un risvolto sconvolgente: quanto grande è l’amore di Dio che decide di nascere nella povera Betlemme, da genitori poveri (gli anawim-impoveriti della Bibbia) e si pone nelle nostre povere mani?

Infatti, è per questo amore “che ribalta le prospettive del mondo”, che si fida degli ultimi e dei “senza valore” che vale la pena di vivere la festa della natività come momento per ricominciare, per mettere a fuoco le priorità della nostra vita, per guardare il mondo con gli occhi del Dio-bambino!

Ringrazio il Dio della vita per i tanti doni ricevuti in quest’anno intenso. Lo ringrazio perché si è manifestato nei VOLTI delle persone incontrate e con le quali ho condiviso il sogno di una vita piena di speranza. Grazie ai tanti giovani che mi hanno stupito con il loro desiderio di mettersi in gioco e non fermandosi a contemplare il mondo con occhi egoisti e senza gioia nel cuore.

Desidero condividere con voi questa attesa: sia veramente il Natale della svolta, dell’osare, del credere possibile ciò che appare impossibile: un modo NUOVO di vivere la nostra quotidianità alla luce di un AMORE capace di cambiare la storia! A partire dalla nostra!

p. Rossano

La grande ruota della storia aveva sempre girato in quella direzione dalla periferia al centro, dal piccolo verso il grande, il meno al servizio del più, che non è altro che la legge del più forte, pesce grosso che mangia quello piccolo.

Così è accaduto nella grande famiglia umana…. Quando il Figlio di Dio, quando Gesù è nato, là alla periferia dei grandi imperi, alla periferia delle capitali, fuori anche dalla piccola città, Betlemme, nella stalla, nella mangiatoia, la grande ruota della storia per un attimo si è fermata.

Qualcosa ha cominciato a girare all’incontrario o, meglio, nel senso vero della storia, della storia di una vera famiglia, nel senso del Regno di Dio: dal centro alla periferia, dal grande verso il piccolo, i re Magi verso il bambino nella mangiatoia, il più a servizio del meno, perché il piccolo cresca e si stabilisca così l’uguaglianza e nell’uguaglianza la comunione più vera, come in Dio, sul modello cioè della Trinità: comunione di persone uguali e distinte. Il più grande, l’infinito, lo troveremo nel piccolo. Davvero quello è stato l’anno zero della storia!

È giusto contare gli anni da quel giorno in cui Dio si è fatto un Dio Minore e la scelta preferenziale per gli esclusi è apparsa come luce delle nazioni.

(Giuliana Martirani: da La civiltà della tenerezza)


aggiornato il 11/12/2006 alle ore 18:27 - Link Permanente
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