APPROFONDIMENTI
11 dicembre 2005
Preghiera del venerdì
Emilio Arnaboldi, Antonella Gerosa
Dopo aver letto Il Giorno di domenica 11 dicembre, ci sentiamo vicini a
padre Gianasso Ferrante e a chi con lui ha accolto i musulmani che
desideravano un luogo dove riunirsi a pregare.
Anche se il loro Dio è altro dal nostro, ci sembra di ricordare che Gesù
ci ha invitato a riunirci per pregare assieme. Perché ostacolare gli altri e
non aiutarli, quando ci è possibile?
Non crediamo che lo Stato debba mettere a disposizione dei fedeli, di
qualsiasi religione, i luoghi di culto. Ma quanto a doni e favori dallo
Stato italiano, la Chiesa cattolica non ha da lamentarsi. Allora, perché
pretendere che gli altri sudino sangue per manifestare la loro fede e dare
del tonto a un cattolico per la sua cristiana disponibilità?
A loro va bene una palestra, che non è luogo di culto, ma anche noi
talvolta utilizziamo degli spazi inconsueti.
Quanto alla libertà di culto solo per i regolari, ci chiediamo se valga
anche per i cattolici: un peruviano clandestino può partecipare alla Santa
Messa?
Questo distinguere i fedeli in regolari e clandestini ci fa sentire più
figli del dio Po che del Dio Vivente.
Senza polemiche e con umiltà, chiediamo a Dio di farci un po' tonti come
padre Ferrante.
Cordiali saluti.