APPROFONDIMENTI
10 aprile 2006
Santa Pasqua di Risurrezione
settimana santa, 2006.
p. Rossano
La settimana santa è un occasione speciale per mettersi alla sequela. Mi sembra interessante che la sequela si manifesti ancora più chiaramente sulla strada che porta a Gerusalemme, dove Gesù sarà consegnato. Sarebbe troppo semplice mettersi al fianco di Gesù nel tempo della folla osannante, dei miracoli straordinari, delle accoglienze trionfali.
Questo è il tempo di fare la scelta di stare con Gesù che sale verso la città dove sarà consegnato ai persecutori. Non più solamente un guardare, un assistere da lontano. Piuttosto un giocarsi fino in fondo nelle scelte quotidiane.
Credo che ciascuno di noi sa benissimo dove seguire il Signore. Lavoro, scuola, affetti, relazioni, insomma la ferialità della nostra vita. Senza la pretesa di vedere già la notte di Pasqua. Anzi. In qualche modo lasciandosi condurre dagli eventi con la stessa mitezza dellUomo di Nazaret. E dalla crudeltà di quegli uomini che si sono nascosti dietro la violenza e larroganza di possedere una verità mascherata con la viltà.
E quanti, oggi, seguono il nazareno senza averlo scelto
I milioni di rifugiati che scappano dalle loro terre a causa della carestia, delloppressione, delle guerre.
I milioni di baraccati che vivono lincertezza di non avere terra ne casa.
I milioni che vivono langoscia della guerra, del terrorismo, della violenza, dellabbandono.
I milioni di persone che si rifugiano nella facile evasione delle droghe, dellalcool, della marginalità.
Eppure, nel loro volto si scopre quella luce strana, luce che ha attirato da sempre la compassione e la misericordia del nostro DIO. Luce che ha bisogno di attenzione, di giustizia, di determinazione, di accoglienza, di legalità. Quei volti hanno attirato lamore di Dio, che nel suo Figlio ha scelto di stare dalla parte dei più deboli, proprio perché nella loro vita non hanno avuto possibilità di stare da qualche parte.
Il Dio della vita ha deciso lui stesso di farsi prossimo di questa umanità ferita. Me ne accorgo ogni volta che mi accosto la sacramento della confessione, ascoltando sofferenze e fatiche di chi vive la vita con langoscia nel cuore. Me ne rendo conto quando ascolto i giovani che cercano un appoggio sicuro in questa società che li vede come risorse umane e non come persone in cerca di identità e di vita. Ne prendo coscienza quando ascolto la fatica di Mario che non sa più come fare con la depressione della moglie. Me ne accorgo quando scopro che proprio attraverso la dignità di questa umanità Dio mi rivela la strada verso Gerusalemme: la strada della condivisione, della presenza umile, del chiamarmi a farne parte come missionario e uomo della pace e della riconciliazione.
In questo tempo, in questa storia, mi sento interpellato e sfidato ogni giorno ad essere presenza di compassione e misericordia al modo di Gesù. Per ciò, in questa settimana santa, mi renderò disponibile allo Spirito per farmi sacerdote della shalom di Dio perché insieme a tutta lumanità, ai volti che incontro ci prepariamo insieme alla novità assoluta di un Dio che si fa carne, che cammina con noi, che rende la sua vita al Padre per AMORE, che risorge lasciando il sepolcro vuoto davanti alla nostra incredulità.
Forse allora sarò capace di lasciarmi convertire il cuore dalla novità di un Dio che non punisce ma che ama dando la vita per me, per te.
Allora sarà pasqua: passaggio dalla schiavitù alla libertà. Sarà pasqua di risurrezione perché saremo capaci di seguire il risorto in Galilea, nella storia, sulla strada, dove lumanità tenta di trovare la vita piena. Come uomini e donne della pace, della riconciliazione, della misericordia, della compassione.
Si, così, sarà la pasqua del Signore, sarà la pasqua della vita, la pasqua che ci rende capaci di essere compagni-cum panis, cioè capaci di spezzare il pane e condividerlo.
Buona pasqua di risurrezione.
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10.04.2006