Anche nelle zone più fatiscenti e pericolose di Lima i bambini possono essere felici. Un progetto chiamato Animaniños, sostenuto dall'Italia, ha reso possibile che questi bambini uscissero dall'ambiente cupo in cui vivevano e tornassero a sorridere.
La forza di volontà di queste otto bambine e due bambini potrebbe far tremare la collina dove vivono. Hanno battezzato il loro gruppo con un nome che in questi luoghi sembra quasi ironico: “L'allegria di San Cosme”. E dalla scuola dove studiano – che si trova in cima alla collina di San Cosme – vogliono gridare a tutta Lima che anche loro vegliono essere felici.
Non sono gli unici. Prima di San Cosme c'è stato un quartiere, sempre dela zona, situato alla stessa altezza. A El Amauta, il quartiere arroccato sulla collina “7 de Octubre”, i più piccoli aspettano con ansia il mercoledì e il venerdì pomeriggio. In quei giorni, una mensa popolare si trasforma in un grande salone di giochi conosciuto da una quarantina di bambini della zona come “la ludoteca” e progettato da ASPEm (Associazione Solidarietà Paesi Emergenti).
Puzzle, memory, racconti, dama cinese e giochi pedagogici in una sala con le pareti colorate sono cose che sorprendono chiunque se si pensa che sulla cima della collina “7 de Octubre” c'è solo miseria, pareti sporche e bambini emarginati. Qui i minori – persino quelli che hanno appena imparato a camminare tra le pericolose scalinate di Lima – imparano cose che a volte non gli vengono insegnate nemmeno a scuola.
Se la strada ha insegnato al piccolo Óscar (8 anni) a gridare, in questa ludoteca lo troviamo in silenzio, tutto concentrato a fare un puzzle. Gli domandiamo perché questo posto gli piace tanto e – senza prestarci troppa attenzione – ci dice che è un bel posto e che a casa sua non ci sono così tanti giochi. Questa sembra una costante. Anche Ángel (10 anni) sta costruendo un piccolo mosaico. “Tutti i mercoledì e venerdì pomeriggio dico alla mamma che vengo a giocare alla mensa”, racconta il piccolo tutto concentrato sull'immagine che sta comparendo davanti ai suoi occhi.
Alcuni bambini preferiscono divertirsi correndo all'interno dell'ambiente della mensa. La psicologa Ivette Ruiz, responsabile della ludoteca, che collabora con due promotori, spiega che il problema principale di questi minori è l'ambiente violento in cui vivono. È il risultato di uno studio del Ministero dell'Istruzione, dove scopriamo che ogni dieci bambini in età scolastica, sette subiscono maltrattamenti oppure vedono violati i loro diritti.
Secondo quest'indagine, quello che fa l'équipe di ASPEm è orientare la condotta dei minori. “Qui si insegnano le regole della convivenza, i bambini imparano ad ascoltare e a esprimere la propria opinione, a parlare delle cose che li fanno arrabbiare e di come vorrebbero che fosse il luogo dove vivono. Inoltre, li aiutiamo con i compiti e gli insegniamo giochi utili alla loro crescita” spiega la specialista, a cui i bambini girano intorno come se fosse una fata madrina.
Quando arrivano le cinque e mezza, i volti dei bambini si trasformano. Tra pochi minuti la ludoteca chiuderà fino alla settimana successiva. I piccoli dicono che torneranno alle loro case senza giochi, ma il ricordo del pomeriggio che hanno trascorso li consola. Alcuni aiutano a riordinare i tavoli e le sedie colorate, altri lasciano tristi i racconti che stavano leggendo e sperano di trovarne altri nuovi il mercoledì successivo.
I bambini di San Cosme
Il quartiere di San Cosme a La Victoria è un labirinto di stretti vicoli, dove qualsiasi strada si prenda si trovano problemi. Droga, alcolismo, delinquenza, bande, violenza in famiglia. Ma qui c'è anche chi vuole cambiare le cose: i bambini.
Sono i bambini stessi a individuare le problematiche. E quello che più li preoccupa sono i maltrattamenti che spesso subiscono fuori e dentro casa. Ecco perché chiedono di vivere in un ambiente di pace. Ma questo non è il loro unico desiderio. Il gruppo organizzato dai promotori si chiama “L'allegria di San Cosme”, nome scelto dai minori stessi. “E come mai?” domandiamo a Mercedes Chipana, nove anni. “Perché siamo allegri, ecco perché” risponde.
Sì, in mezzo ai tanti nomi aggressivi delle bande, le bambine vogliono mostrare un altro volto. Con questa idea, hanno organizzato una marcia con i piccoli della scuola 055, situata in cima a San Cosme. Con palloncini, trombe, tamburi, cartelle e fischietti, in cento hanno percorso le strade reclamando una migliore qualità della vita.
E non si sono limitati a gridare in strada, hanno anche realizzato un concorso di disegno per manifestare la loro protesta. Il disegno di Luz Maribel, nove anni, era appeso a una corda come un vecchio straccio per essere valutato dalla giuria, ma lei si sentiva come a una grande mostra d'arte. Il titolo del suo disegno “La mia famiglia felice”, mentre quello di Edith Mendoza “Abbiamo diritto alla salute”.
Così, incuranti dei problemi, in tutto San Cosme, i piccoli si godevano questa festa. Ecco perché, Vanessa Ramos, primo premio nel concorso di disegno con il ritratto dei suoi genitori, voleva che tutte le immagini disegnate su quei cartoncini diventassero realtà.