“I monaci tibetani bastonati per le strade dell’Asia non esistono. Quelli birmani sono scomparsi. La guerra in Iraq è un film. Quella in Afghanistan è finita. La questione palestinese, la questione curda, il Darfur, la Somalia, il Libano, il Kosovo, il Pakistan, la Cecenia, la corsa al riarmo nucleare, i morti di fame, di sete e di miseria, le grandi crisi politiche e umanitarie del mondo sono invisibili.
Non è una fiction. E’ una campagna elettorale. Non siamo in Zimbabwe. Siamo in Italia, provincia d’Europa, parte del G8, del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, del Consiglio Diritti Umani dell’Onu e della Nato.
E’ sconcertante. Leader e candidati hanno deciso di ignorare i problemi del mondo. Tranne poche encomiabili eccezioni, sono tutti d’accordo: non se ne deve discutere dinnanzi ai cittadini. Un silenzio assordante.
Quanto sta accadendo è un fatto grave, che non può essere taciuto. Un fatto inaccettabile. Guerre, ingiustizie, miserie, terrorismo, violazioni dei diritti umani chiederanno al prossimo governo e parlamento italiano scelte molto difficili. Non possiamo votarli senza conoscere le loro posizioni!!!
Ancora una volta, chiediamo alla Rai di fare sino in fondo il suo dovere di servizio pubblico. Chiediamo alla Rai di portare subito la politica estera in prima serata. Non possiamo accettare che questa campagna elettorale si concluda senza un solo dibattito sulla politica estera, sull’Italia e la guerra, la pace e i diritti umani.”