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APPROFONDIMENTI
05 giugno 2007
Lombardia, capitale del razzismo?
Cosa sta succedendo in Lombardia?
Territorio Precario

Gruppi di cittadini costringono, con il fuoco e le minacce, famiglie di zingari a fuggire da un campo-nomadi.

La famiglia di Azuz Marzuk viene sterminata, lui viene messo alla gogna pur essendo subito chiaro che non poteva essere il colpevole.

Un vigilante uccide immigrato sospettando che voglia rapinare in case di italiani.

Suocero abbatte a fucilate un tunisino disarmato.

Rumesh finisce vittima di un colpo di pistola di un poliziotto comunale.

In un comune della provincia di Brescia i vigili urbani ricevono un premio per ogni clandestino catturato.

Contro i cinesi di via Paolo Sarpi si costruisce una persecuzione sistematica e prove di persecuzione si avviano anche a Como per “liberare” via Milano alta dalla presunta invadenza degli immigrati.

Le manifestazioni di razzismo e di intolleranza fioriscono, sul suolo lombardo, a vista d’occhio e diventano esempio per il resto del paese (ad Ascoli Piceno gruppi di cittadini, memori del precedente di Opera, hanno dato fuoco a un campo di zingari per vendicare la strage fatta da un giovane zingaro ubriaco alla guida di un furgone).

Cosa sta succedendo in Lombardia?

Una società, che ostentava primati d’accoglienza e benessere per tutti, arranca faticosamente.

I campioni del suo successo industriale si sono trasformati in maghi della finanza esperti solo nell’accumulare ricchezze ai danni della cosa pubblica (speculando su “privatizzazioni” e opere pubbliche) e impiegando lavoro scarsamente retribuito.

I lavoratori per frenare l’erosione dei livelli di vita sono costretti a moltiplicare i lavori e il tempo di lavoro, a incrementarne l’intensità, a rinunciare a diritti e garanzie (come dimostra la crescita degli infortuni sul lavoro).

I giovani fanno i conti con un futuro senza certezze, tranne quella di dover saltare per quattro soldi da un lavoro all’altro e di non poter rivendicare alcuna dignità, pena la perdita del lavoro.

Le donne sopportano il peso crescente dei problemi che la società e lo stato scaricano sulla famiglia.

I cittadini affrontano ogni giorno il caos di città sature di veicoli e d’ogni sorta di veleni, che si arricchiscono di cemento, asfalto e iper-mercati, mentre si impoveriscono di spazi di socialità.

Il disagio sociale aumenta.
Conviene, forse, a qualcuno incanalare la rabbia contro “l’invasione degli immigrati”?

La “crescita” di cui la Lombardia mena ancora vanto ha sempre più un solo nome: impiego di manodopera a basso costo. Le campagne razziste contribuiscono, per caso, a tenere buona parte di questa manodopera senza diritti e in condizione di emarginazione?


aggiornato il 05/06/2007 alle ore 16:41 - Link Permanente
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