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APPROFONDIMENTI
25 giugno 2008
UN IMPEGNO NONVIOLENTO ANTINUCLEARE E ANTIMILITARISTA
Dal Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo
MAO VALPIANA E ALBERTO TOMIOLO
2. INIZIATIVE. MAO VALPIANA E ALBERTO TOMIOLO: UN IMPEGNO NONVIOLENTO
ANTINUCLEARE E ANTIMILITARISTA
[Da Mao Valpiana (per contatti: mao@nonviolenti.org) riceviamo e diffondiamo
il seguente comunicato del 21 giugno 2008 dal titolo "Verdi della colomba:
Militare-nucleare, un convegno a Verona. Soddisfazione per il no alla base
Dal Molin di Vicenza. Rischio di un insediamento nucleare nel veronese?".
Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure piu' belle e autorevoli della
nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come
assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel
Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come
metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' membro del comitato di
coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa
della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione
Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al
servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla
campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione
della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario
nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione
diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per
"blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio
direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio
della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione
di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato
di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per
la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il
digiuno di solidarieta' con Clementina Cantoni, la volontaria italiana
rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo
ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e
uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita
l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di
donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo
profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosita' su
nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in
cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre
2007.
Alberto Tomiolo (Verona, 1939), scrittore, impegnato nel movimento
ecologista e nel Movimento Nonviolento, pubblico amministratore regionale e
comunale; ha collaborato dai primi anni Sessanta a varie riviste ed ha
pubblicato volumi di versi e saggi; ha fondato e diretto con Franco Rella
negi anni '70 la collana di filosofia "Il lavoro critico"; ha curato e
tradotto alcune opere di Paul Nizan]

I "Verdi della colomba" di Verona esprimono grande soddisfazione per la
sentenza emessa dal Tar del Veneto che impone la sospensione dei lavori di
costruzione della nuova base militare Dal Molin di Vicenza.
*
Tutte le argomentazione che come ecologisti e nonviolenti avevamo sostenuto
in questi anni, trovano conferma nel giudizio espresso dal Tribunale
Amministrativo Regionale del Veneto, in particolare circa "l'impatto del
consistente insediamento (e della connessa antropizzazione) sulla situazione
ambientale, del traffico, dell'incremento dell'inquinamento e in ordine al
rischio di danneggiamento ed alterazione delle falde acquifere". Dunque
quella base non s'ha da fare, ed ora spettera' alla popolazione di Vicenza
pronunciarsi con un referendum che il Sindaco ha gia' garantito. Non
dimentichiamo che esponenti politici della maggioranza di Palazzo Barbieri,
vista l'ostilita' dei vicentini alla base Dal Molin, avevano chiesto che
l'insediamento militare americano trovasse ospitalita' nella nostra citta' a
Boscomantico. Bella figuraccia!
*
Incassata questa importante vittoria, c'e' ora da impegnarsi subito per
scongiurare un'altra catastrofe che il governo nazionale potrebbe riversare
sulla nostra regione: un nuovo insediamento nucleare. Infatti, la volonta'
del ministro Scajola (in controtendenza con il resto d'Europa) di aprire il
nucleare italiano, fa tornare d'attualita' il tema della localizzazione
delle centrali nucleari. Le Valli grandi veronesi, nel legnaghese, erano
uno dei siti individuati nel piano energetico nucleare degli anni '80, in
quanto unico territorio nel nord-est d'Italia a possedere le presunte
caratteristiche necessarie all'insediamento (grande disponibilita' di acqua
e scarsita' di popolazione) e quindi ancor oggi quel territorio potrebbe
essere individuato come atto ad ospitare un reattore nucleare.
*
Nell'aprile del 1977 organizzammo a Verona il primo convegno nazionale
antinucleare. Tutte le ragioni di allora sono valide ancor oggi. Il
nucleare, per sua stessa natura, e' una tecnologia accentrata, imposta
dall'alto, fuori dal controllo democratico, figlia di un'epoca industriale
ormai superata. Oggi c'e' bisogno di una rete diffusa di energie
rinnovabili, con fonti differenziate, tecnologie efficienti, flessibili. Ma
soprattutto e' necessario avviare una seria politica di risparmio
energetico, con consumi minori e piu' razionali.
*
Chiamiamo a raccolta tutti coloro che sostengono le energie pulite e
rinnovabili, e che percio' si oppongono al nucleare, a dare vita da subito
ad un movimento ecologista nonviolento per la salvaguardia del nostro
territorio minacciato da una politica scellerata. Annunciamo fin d'ora che
subito dopo l'estate si terra' nella nostra citta' un convegno
scientifico-politico sul tema "militare e nucleare, due facce della stessa
medaglia".

aggiornato il 25/06/2008 alle ore 11:08 - Link Permanente
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