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APPROFONDIMENTI
12 giugno 2007
Blitz alla Camera, l' acqua è nazionalizzata
Un emendamento prevede che le concessioni spettino solo a enti pubblici - Allo scadere dei diritti delle municipalizzate, il controllo della gestione passerĂ  direttamente a Regioni, Comuni e province
Sergio Rizzo da Corriere della Sera - 6 giugno 2007

ROMA - Non ha dovuto affrontare le folle inferocite dell' altopiano andino. Quelle che in Bolivia, reclamando la nazionalizzazione dell' acqua, hanno costretto fra il 2003 e il 2005 ben due presidenti, prima Gonzalo Sanchez de Lozada e poi il suo successore Carlos Mesa, a gettare la spugna. Romano Prodi ha fatto invece i conti con la più discreta ma non inefficace pressione di Franco Giordano e Alfonso Pecoraro Scanio.

Alla fine ha ceduto: di schianto. Perché il risultato di quel cedimento è che adesso, anche in Italia dopo che in Bolivia, l' acqua è stata praticamente nazionalizzata. Leggere per credere. «La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici». Non stropicciatevi gli occhi: c' è scritto proprio così nel subemendamento al disegno di legge Bersani in discussione alla Camera, approvato nel più totale silenzio mercoledì sera. «Enti pubblici» significa proprio «enti pubblici»: comuni, regioni, province, o altre istituzioni interamente controllate dallo Stato.

Ciò significa che man mano che le concessioni verranno a scadere, saranno fuori gioco anche le aziende municipalizzate, che sono tutte ormai società di capitali, talvolta quotate in borsa. Altro che privati.

Come si è arrivati a questo? Per capirlo bisogna partire dall' inizio, cioè dalle 281 pagine del programma elettorale dell' Unione. Ebbene, a pagina 130 c' è scritto questo: «Nei servizi a rete la proprietà delle reti deve rimanere pubblica. Nel settore cruciale dell' acqua la distinzione fra rete e servizio è più complessa. Entrambe le funzioni dovranno quindi rimanere pubbliche». Più chiaro di così? Ma questo non ha impedito che si accendesse subito nel centrosinistra una zuffa tra i riformisti, guidati nella fattispecie dal ministro degli Affari Regionali Linda Lanzillotta, e la sinistra radicale fiancheggiata dai Verdi. Fra compromessi faticosamente raggiunti per essere subito smontati, a un certo punto si era arrivati a una tregua: la moratoria di un anno per i nuovi affidamenti dei servizi idrici, in attesa del da farsi. Il relativo emendamento al disegno di legge Bersani venne presentato in Commissione e tutto andò liscio come l' olio. Finché il provvedimento non è arrivato in aula. Dove è spuntato dal nulla un subemendamento all' emendamento, che ha sostituito di sana pianta il primo comma, nel quale era prevista la moratoria di 12 mesi, così: «Al fine di assicurare la razionalizzazione e la solidarietà nell' uso delle acque, fino all' emanazione delle disposizioni... contenenti la revisione della disciplina delle risorse idriche e dei servizi idrici integrati, non possono essere disposti nuovi affidamenti a privati. La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici». Più chiaro di così? Il subemendamento porta le firme dei Verdi Angelo Bonelli e Giuseppe Trepiccione.

Ma chi pensa a un blitz solitario messo a segno in un momengo di scarsa sorveglianza, approfittando magari dell' appoggio di qualche franco tiratore si sbaglia di grosso. Il relatore Andrea Lulli, dei Democratici di sinistra, ha dato parere favorevole. E il sottosegretario Filippo Bubbico non ha potuto che allinearsi laconicamente: «Il parere del governo è conforme a quello espresso dal relatore». Di acqua, del resto, lui ne sa qualcosa. È stato per cinque anni presidente della Regione Basilicata, ente azionista dell' Acquedotto pugliese, società che ha il record delle perdite d' acqua. Il 50%, praticamente un colabrodo: ma interamente pubblico. Qualcuno, nel centrosinistra, ha provato a farne una questione di coscienza. Come Maria Pia Garavaglia, della Margherita, che ha votato contro. Ma non è bastato. E ora, al Senato, il provvedimento dovrà passare con la fiducia. Conquistando un nuovo record: quello di una legge sulle liberalizzazioni che ripubblicizza l' acqua. Sergio Rizzo


aggiornato il 12/06/2007 alle ore 08:09 - Link Permanente
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