Il Coordinamento comasco per la Pace giudica il “censimento” nei campi nomadi un provvedimento discriminatorio e razzista. Esso prevede la schedatura e la rilevazione delle impronte digitali dei rom, anche di quelli cittadini italiani, compresi bambine e bambini.
«L'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom», come viene definita da Famiglia Cristiana, è stata valutata una norma discriminatoria, persecutoria e contraria all’affermazione universale dei diritti dei bambini dal Parlamento Europeo.
Il Coordinamento fa propria l’indignazione che la “schedatura” ha provocato anche perché evoca ricordi di un passato che si sperava sepolto per sempre.
Si unisce allo sdegno di associazioni, cattoliche e laiche, italiane e internazionali, di donne e uomini – intellettuali, giornalisti, politici, – e invita a partecipare alle iniziative già avviate da associazioni aderenti al Coordinamento, come le Acli e l’Arci, e ad inviare via mail al Prefetto di Como (prefetto.como@utgprefettura.it) il messaggio «Siamo tutte e tutti rom» per difendere i diritti umani di tutti.
Coordinamento comasco per la Pace