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APPROFONDIMENTI
30 luglio 2007
Riparto
da Khartoum
Vincenzo Grauso
Dopo due anni al servizio di OVCI in Sudan tra Khartoum e Juba, riparto ancora per il Sudan, destinazione solo Juba. In questa seconda missione lavorero' per una agenzia del governo tedesco che si occupa di cooperazione per lo sviluppo. Il suo nome è Deutscher Entwicklungsdienst (DED) che si può tradurre come Agenzia Tedesca per lo Sviluppo.

Sono ritornato in Italia all'inizio di gennaio e ho avuto diverso tempo per lasciar decantare e per riflettere su una esperienza straordinaria.
Si parla di "esperienza che ti può cambiare la vita". Si è verificata una cosa di questo genere per me. OVCI mi ha offerto un’opportunità molto interessante e che mi ha permesso di imboccare decisamente la strada che sto attualmente seguendo. Una strada difficile, talvolta estenuante, ma che è piena di soddisfazione e che mi consente di provare a vivere il mio cammino in maniera un po' piu' coerente con certi valori.

Alla vigilia della ripartenza mi vengono in mente moltissime cose. Una è la scoperta e la riscoperta delle persone e dei luoghi del mio territorio. Stando lontani si possono osservare le cose e le persone, capirle piu’ profondamente, apprezzare la ricchezza di quanto si ritiene importante.

Un altro elemento è il legame esistente tra noi qui (del mondo economicamente e finanziariamente sviluppato, mondo dei consumatori moderni, ma anche del mondo dell'impegno per un futuro migliore, etc.) e loro li' (del mondo africano, di chi lotta per sopravvivere, di chi vuole migliorare le proprie condizioni di vita, ma anche di chi opprime, di chi sfrutta le risorse naturali senza coscienza).
Si puo’ mai piu’ pensare di essere separati gli uni dagli altri, gli italiani dai sudanesi, gli italiani dai cinesi, per esempio ?
A fronte di un mondo globalizzato che ci viene continuamente riproposto, puo’ manifestarsi un senso di impotenza che potrebbe scoraggiarci nel tentativo di realizzare un mondo migliore. Eppure, ancora piu’ evidente nella mia esperienza, si e’ manifestata la possibilita’ di mettersi in gioco, con piccole azioni, cercando alleanze con altre persone (sia qui da noi che li’ da loro), per poter far cambiare rotta alla nostra “locomotiva”.

In ultimo mi viene in mente quanto sia importante darsi in un’esperienza, con il cuore, i valori, ma anche con il massimo livello possibile di professionalita’.
Valori, cuore, sentimenti possono conciliarsi con la possibilita’ di impiegare competenze di buon livello ed un’organizzazione adeguata.
Naturalmente tutto parte dalla modalita’ alla base delle attivita’ che si vogliono realizzare. Si vuole lavorare in maniera cooperativa con un partner ? O si vuole realizzare un programma assistenziale per una data controparte ? Si vuole lavorare con un partner con la prospettiva di un rapporto di collaborazione di livello paritario ? Quali sono le finalita’ dei propri programmi ?
E’ un dato di fatto che i partner del Sud del mondo vogliono in molti casi personale competente e non solo persone dotate di buona volonta’. Con la coscienza che tutto puo’ essere migliorato, ma che la perfezione assoluta non esiste, occorre mettere in campo le risorse adeguate (umane e finanziarie) al servizio dei progetti che si vuole realizzare. Altrimenti e’ meglio lasciar perdere.
La cosa e’ sicuramente vera, ho potuto verificare, anche nel nostro territorio.
Il volontariato e’ un cosa molto preziosa ed importante. E’ necessario valorizzarlo ponendole al servizio professionisti competenti, che aiutino ancora di piu’ nella promozione dei valori alla base dell’operato delle associazioni coinvolte e nel conseguimento dei propri obiettivi. Le esperienze di alcune associazioni che ho avuto di conoscere durante il mio periodo di attesa del visto mi ha offerto un quadro interessante che puo’ svilupparsi positivamente se la comunita’ ne capisce il valore e vuole investirci.

aggiornato il 30/07/2007 alle ore 14:57 - Link Permanente
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