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APPROFONDIMENTI
30 giugno 2009
Honduras, giorni di tensione
Giovedì dovrebbe rientrare il presidente. Insieme a lui potrebbe esserci il segretario dell'Oea Miguel Insulza
PEACEREPORTER

Sono le 08,15 del mattino e insieme a altre centinaia di persone ci troviamo all'interno della sede di uno dei maggiori sindacati del Paese" racconta dalla capitale dell'Honduras, Giorgio Trucchi, giornalista, scrittore e maestro scolastico che da molti anni vive in Centro America.

"Qui si sta concentrando tutta la cittadinanza che ha a che fare con i movimenti sociali per decidere che cosa fare. Quello che è successo ieri oltre a generare confusione, ha creato anche molto timore. Tutti i principali leader dei movimenti sociali e sindacali hanno un mandato di cattura emesso nei loro confronti. Per questo motivo in molti si sono rifugiati sulle montagne e altri si sono nascosti in luoghi abbastanza sicuri in città".
Insomma, le organizzazioni sociali vogliono dare un segnale forte ai golpisti. "Ci stiamo concentrando per decidere ciò che faremo" continua Trucchi. "Forse ci si radunerà nel parco centrale della capitale però sono notizie che non posso ancora confermare".
Infatti, sono molte le notizie da prendere con le pinze, come sottolinea il giornalista. "Il problema è che in questo momento c'è in corso un black out totale dell'informazione. Sono già stati arrestati sei giornalisti stranieri, tutti provenienti dal Nicaragua. Poi è stata la volta della troupe di Telesur. Poi ancora alcuni giornalisti di Ap e un fotografo e un cameraman di Reuters. C'è una tensione molto forte nei mezzi d'informazione internazionale che poi sono gli unici a dare notizie" conclude Trucchi.
Gli autori del golpe hanno anche provveduto a far tacere gli organi di informazione interni al Paese. "Il silenzio mediatico è impressionante" dice Trucchi che aggiunge: " Sono state chiuse tutte le radio e tutti i canali televisivi non legati alla destra politica hondureña e al governo golpista. Dunque, è praticamente impossibile per la popolazione avere accesso all'informazione. Le uniche fonti sono quelle internazionali".
E' probabile che il governo golpista continui con la stretta nei confronti dei mezzi di informazione e del personale giornalistico presente nel Paese. Alcuni giornalisti arrestati ieri sono stati rilasciati quasi subito ma "alla troupe di Telesur, ad esempio è stata obbligata a non diffondere le immagini prese in Honduras e a non dare informazioni di nessun tipo. E non c'è nemmeno la conferma della notizia che vedrebbe alcuni reparti dell'esercito solidarizzare con i manifestanti".
Nel frattempo, a Tegucigalpa la tensione resta altissima. Secondo quanto dichiarato dal presidente Zelaya dal Nicaragua, giovedì potrebbe essere il giorno del suo rientro nel Paese. E ad accompagnarlo ci dovrebbe essere il presidente dell'Oea Miguel Insulza.


aggiornato il 01/07/2009 alle ore 15:25 - Link Permanente
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