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APPROFONDIMENTI
26 agosto 2009
Irak 2009
Rina Del Pero
Qualcuno aveva detto che la VITA E' UN VIAGGIO, e che chi VIAGGIA, VIVE DUE VOLTE.
Di certo è che appena rientrati da un 'passaggio in Irak' , breve ma  tremendamente pieno di emozioni, non è facile trovare un filo conduttore che possa fare meglio comprendere le cose viste e vissute :
la prima cosa che ci ha colpito è stata la ..polvere!
Da oltre tre anni a Karakosc, città di 4oooo abitanti nella piana di Ninive, a 20 chilometri circa da Mosul nel nord dell'Irak , non cade una goccia d'acqua e ogni cosa , compresa la decorazione in ferro della scala che conduce alle nostre camere, è ricoperta di una polvere calda, rovente, dura. 
Così come CALDA è stata l'accoglienza di tutta la gente, degli amici ritrovati,  ovviamente ,ma anche di tutte le altre persone che abbiamo casualmente incontrato : dal gelataio,al venditore di frullati al melone,alle impiegate dell'ufficio postale, all'orefice, al venditore di the che pur non parlando inglese ci ha generosamente offerto la sua bevanda in un mattino assolato, al venditore di pollo arrosto, al ragazzo dell'emporio che vendeva anche il sapone di Aleppo, ai militari che sono scesi dal loro autoblindo (americano) per fare una foto ricordo, alla parrucchiera che ha tentato disperatamente di acconciarci i capelli per la cerimonia del nostro amico Ayad, ai bambini che dopo un minuto già ricordavano i nostri nomi,a chi ci invitava alle feste della prima comunione e ai matrimoni,   a tutti gli uomini armati che presidiavano ogni angolo di strada;
 
ROVENTE, come la situazione politica che ancora non trova 'l'arma' della mediazione e della ricostruzione di una nazione lacerata da oltre 40 anni di guerre, dove dietro ad ogni auto o cisterna che passa,  si può celare un kamikaze pronto a fare esplodere sangue dello stesso sangue; 
 
DURA come la vita di tante madri che hanno visto partire i loro figli per paesi freddi e lontani, in cerca di un futuro migliore,  e che non sanno quando potranno mai riabbracciarli, 
dura come la sfida di chi comunque vuol restare per difendere la propria cultura, la propria storia, la propria  lingua, la propria fede,
dura come la speranza che, nonostante tutto, non abbandona nessuno di questi nuovi e indimenticabili amici.

aggiornato il 27/08/2009 alle ore 16:19 - Link Permanente
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