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APPROFONDIMENTI
22 ottobre 2007
DIBATTITO SULL'EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI STATO SOCIALI
Tema svolto sotto forma di prova scritta in classe il 05/06/07
Marco Gambarri
Quando si parla di welfare state, lo stato del benessere, lo stato sociale, quello stato che si impegna per la promozione umana assicurando i diritti primari ai cittadini, bisogna pronunciare il nome di quel presidente americano; un certo Franklin Delano Roosevelt, che nel 1932, per fronteggiare la grande crisi economica che invase il suo paese, gli Stati Uniti d'America, propose un qualcosa di nuovo, uno stato diverso, capace di ascoltare le esigenze della sua gente. Infatti, la sua più grande dote venne riconosciuta in quel essenziale capacità di riuscire a modificare il rapporto tra stato e società, avvicinandosi ai veri problemi delle persone e proponendo una soluzione al problema sociale.
Il welfare state, venne utilizzato per modificare, con mezzi legislativi e amministrativi il gioco delle forze di mercato in tre possibili direzioni:
1- garantire ai singoli e alle famiglie un minimo reddito indipendente dal valore di mercato o dal loro patrimonio.
2-ridurre l'insicurezza sociale mettendo chiunque in grado di far fronte a difficili congiutture: malattia-vecchiaia-disoccupazione.
3-garantire a tutti senza distinzione di classe e reddito, le migliori prestazioni possibili, relativamente a un complesso di servizi predeterminati.

Possiamo quindi intendere che questo "stato di benessere" è incentrato sull'impegno a risolvere quelle disfunzioni sociali, che determinano il predominio di individui su altri, soggetti a condizioni di vita più difficili o addirittura misere, che non concedono loro la capacità d'azione all'interno della società. Welfare state, è avvicinarsi alle persone ed ascoltare i problemi che condizionano la loro esistenza, avvicinandosi ed ascoltando il singolo per cercare di risolvere i problemi della collettività. L'obiettivo dello stato sociale si traduce nell'ottenere una totale pianificazione della vita sociale ed economica della nazione, in modo da individuare gli eventuali problemi e risolverli partendo dal basso, dalla loro radice(assenza di problemi per garantire un benessere generale). Questo modo d'agire non può altro che dare un'idea positiva di stato, un'organizzazione politica e sociale partecipe della vita delle persone, un organo capace di dare voce ai suoi componenti...le persone.

Purtroppo però, la storia ci insegna che i problemi quali l'assistenza, il riequilibrio precario delle disfunzioni sociali, quei problemi che hanno causato una continua lotta di classe, persistono fino ai giorni nostri. Inoltre, la burocratizzazione, centralizzazione, professionalizzazione, monetarizzazione e giuridificazione, il mancato onere sociale, cioè di tutti quei problemi che purtroppo questo stato sociale non è riuscito a risolvere, hanno causato la crisi dello stesso. Tutto questo ha portato alla disfunzione dell'ambiente sociale, indebolendo il potenziale di iniziativa personale, e limitando l'autonomia dei singoli.

L'individuo è stato assoggettato alle regole disciplinatorie dello stato. I problemi sociali non vengono affrontati in modo deciso, attraverso il mercato, ridonando slancio alla funzione sociale dei gruppi, come le organizzazioni di autotutela ed in particolare la famiglia.
Lo stato non può essere d'aiuto solo da un punto di vista materiale , ma anche, soprattutto, da quello umano.
Al giorno d'oggi non si fa altro che parlare di progresso, ma se questo risulta essere sempre e solo esclusivamente materiale, allora si trascura quella componente indispensabile per lo sviluppo, che inoltre partecipa all'ampliamento del mercato interno, al miglioramento della produttività lavorativa, contribuendo a una ripresa degli investimenti e delle opportunità di lavoro e di impiego...il progresso sociale!

Lo stato non ha rappresentato e non rappresenta la volontà di tutti ma solo di certi!
E' ormai chiara questa realtà che si verifica nel comune del piccolo paesino lombardo, nella nazione, nel mondo intero. Nessun progetto di rinascita può fare a meno del contributo diretto e della partecipazione attiva delle persone. Partecipazione e democrazia, stanno alla base di un progetto che si proponga obiettivi tanto alti. "L'interesse di tutti nel tuo interesse!".
Il tessuto sociale viene controllato e manipolato da una politica autoritaria e oligarchica. Il tempo delle deleghe deve terminare. I singoli cittadini e le realtà sociali organizzate debbono assumere un peso centrale nell'assunzione delle scelte pubbliche...devono rappresentare ed essere lo stato sociale.

L'impegno dello stato sociale deve essere quello di creare un "paese educativo", un paese dove l'educazione costituisca l'assoluta priorità. Un'educazione per una costante crescita morale, culturale e sociale, un patrimonio etico fondato sulla sacralità della persona, sulla pari dignità umana e sul consegnuente dovere di agire reciprocamente in spirito di fratellanza.

Visto che lo stato è un'organizzazione politica e sociale, c'è a questo punto, un bisogno di agire nel suo interno, di sfruttare la componente politica per migliorare quella sociale, di inaugurare un nuovo modo d'intendere e di fare politica: La politica dell'ascolto e del confronto, la politica della partecipazione; per diffondere un messaggio diverso alle persone, per rendere tutti partecipi secondo i principi di democrazia, e quindi giungere a decisioni "intelligenti", decisioni sentite veramente dalla gente, per migliorare la condizione delle persone e dare finalmente vita a questo "stato del benessere"...lo "stato delle persone".


aggiornato il 22/10/2007 alle ore 15:08 - Link Permanente
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