COMO - “NO alla società patrimoniale dell’acqua della provincia di Como con dentro i privati!” È questo l’appello del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” che denuncia le manovre “sotterranee” per la stesura dello Statuto della nuova società proprietaria di acquedotti e depuratori, prevedendo l’ingresso dei privati.
Dichiara il Circolo Ambiente, referente provinciale del Contratto Mondiale sull’Acqua: “Alcuni Sindaci stanno lavorando su bozze di Statuto predisposte dalla stessa Unione Industriali di Como! È come dire che il pubblico si fa suggerire le strategie dal privato. E la bozza che sta circolando nei comuni è pericolosa: si prevede che i privati entrino nella società che avrà in mano la proprietà delle reti e la gestione degli investimenti. Una vera e propria privatizzazione dell’acqua!”.
Infatti l’ingresso dei privati nella società di gestione, potrebbe condizionare fortemente gli investimenti da realizzare sulle reti e sugli impianti, privilegiando proprio quelli di interesse privato, a scapito degli impianti al servizio di tutta la collettività.
Ma proprio contro l’ingresso dei privati nelle società patrimoniali dell’acqua, è stato promosso un Referendum abrogativo della legge regionale n. 18 del 2006, la norma che ha introdotto tale possibilità. La proposta di Referendum è stata votata da 132 comuni lombardi, tra cui 12 della provincia di Como: Lurate Caccivio, Eupilio, Cucciago, Bulgarograsso, Merone, Longone al Segrino, Orsenigo, Cirimido, Lambrugo, Consiglio di Rumo, Grandate, Moltrasio.
Il Circolo Ambiente ricorda che il Referendum è stato approvato dal Consiglio Regionale lo scorso 5 febbraio, e che pertanto la norma regionale è da considerarsi illegittima. Infatti la stessa Giunta Formigoni ha approvato un progetto di modifica, ora al vaglio della Commissione ambiente del Pirellone.
La stessa legge regionale è stata impugnata dal Governo per incostituzionalità.
Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” invita ora gli amministratori più sensibili alla protesta: “Chiediamo a tutti i comuni, ma soprattutto a quelli che hanno votato il Referendum, di cancellare la possibilità, presente e futura, di ingresso dei privati nella società di gestione dell’acqua della provincia di Como. L’acqua è un bene comune che deve restare in mani pubbliche e che pertanto non può essere gestito dai privati, che hanno l’unico interesse del profitto, a scapito degli interessi dei cittadini e della qualità del servizio!”.
Merone, 10 marzo 2007
Scarica le foto del presidio del 29.01.2008 davanti al Pirellone per invocare il Referendum (www.circoloambiente.org/acqua/presidio20080129.html).