APPROFONDIMENTI
13 dicembre 2005
La storia di Mathias
Davide Losa
Ho conosciuto Mathias durante il mio viaggio in Costa dAvorio.
Mathias è un burkinabé. Così vengono chiamati in Costa dAvorio i migranti provenienti dal Burkina Faso.
Mathias ha lasciato il suo paese alla morte della moglie e si è fermato a Yaou insieme alle tre piccole figlie.
Ad aiutarlo ci hanno pensato Williams e Danielle, i coordinatori del nostro progetto in Costa dAvorio. Nella loro casa Mathias lasciava le tre figlie e se ne andava a lavorare il suo campo. Tornava poi la sera per riprendere la famiglia.
Mathias aveva un sorriso malinconico sulle labbra e occhi tristi.
Ora Mathias non lavora più il suo campo.
Due mesi fa ha scoperto di essere sieropositivo e ha deciso di ritornare al suo villaggio per realizzare un suo vecchio sogno: costruire per i suoi figli una casa in argilla e paglia.
Mathias ha portato con se la figlia più grande, Jocelyne, mentre le altre due sono riamste con Williams e Danielle.
Ogni tre mesi Mathias deve tornare a Yaou per sottoporsi alle cure perché dove ora lui vive non ci sono strutture adatte.
Ogni giorno Jocelyne deve fare 8 km per raggiungere la scuola più vicina.
Di storie come queste lAfrica è piena e non tutti hanno la fortuna di incontrare persone come Williams e Danielle ad aiutarli.
In Costa dAvorio lesame del tasso di CD4 costa 10 euro e le medicine per affrontare la malattia 7 euro ogni tre mesi.
In Costa dAvorio 28 euro allanno bastano per permettere ad un sieropositivo di curarsi.
A noi possono sembrare pochi, in Costa dAvorio sono tanti.
Le grandi industrie farmaceutiche non permettono a Mathias di avere accesso a farmaci generici a basso prezzo.
Le multinazionali non permettono a Mathias di usufruire delle risorse del suo paese.
I governi occidentali, attraverso le loro politiche, non permettono a Mathias di essere realmente libero.
Noi e il nostro stile di vita non permettiamo a Mathias di vivere.
Tra pochi giorni sarà natale.
Mentre sarete affannati nella corsa al regalo fermatevi un attimo e pensate a Mathias.
Probabilmente lanno prossimo tornerò in Costa dAvorio.
Ho deciso provare a raccogliere, tra amici, parenti e conoscenti, un po di soldi da lasciare a Danielle e Williams.
Penseranno loro poi a gestirli tra i diversi malati di Hiv che quotidianamente gli chiedono aiuto.
So benissimo che non è con la beneficenza che si risolvono i problemi dellAfrica e degli Africani
ma quei soldi permetteranno a Mathias e ad altre persone di sopravvivere un po più a lungo.
Auguri
13.12.2005