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APPROFONDIMENTI
24 dicembre 2005
“Lettera agli amici”
É NATO GESÚ..... É NATA LA VITA!
p. Fernando Madaschi
“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia...... Poiché un bambino é nato per noi, ci é stato dato un figlio.... ed é chiamato: ... Principe della pace.” (Is 9, 2-6)

Carissimi amici é di nuovo Natale ed é quasi trascorso un anno da quando ho lasciato Napoli.
Sono in Perú da alcuni mesi, dopo essere stato quasi 5 mesi in Guatemala, dove ho condiviso con questo popolo un pezzo della mia vita e al quale mi sento profondamente unito e in solidarietá, per tanta sofferenza causata dalla tormenta STAN, che un paio di mesi fa ha causato piú di 700 morti, lasciando villaggi interi sepolti dal fango e migliaia di famiglie senza casa.
Oro sono a Lima ed accompagno i giovani nell’ultima tappa della loro formazione. Sono 20 di 13 nazionalitá. É un’esperienza forte, sfidante ed arricchente. Con loro, e con le comunitá cristiane che accompagniamo ogni fine settimana nella periferia di Lima, camminiamo “nelle tenebre”, intravedendo forti spiragli di “luce”.
Sono le tenebre di ... un governo che, ormai alla fine del mandato e prossimo alle elezioni, ha lasciato il paese piú impoverito di prima; ... di 250.000 peruviani che anche quest’anno hanno lasciato il Perú clandestinamente, in cerca di un futuro migliore; ... dei 562 giovani reclutati da un’impresa americana e portati in Irak, come mercenari, a fare la guerra; ...... delle miniere gestite dalle multinazionali americane e canadesi, che sfruttano i minatori e distruggono l’ambiente; ... del TLC (Trattato di Libero Commercio) voluto dagli USA e dai ricchi del paese, che costringerá migliaia di contadini e piccoli produttori alla miseria e al fallimento......

Come poter annunciare la “gioia” del Natale a Elisabet che, da due anni con un cancro all’utero e abbandonata dal marito con 4 figli, é costretta a vivere con 1 euro e 25 centesimi al giorno vendendo caramelle per strada? Alla moglie di José Angel, morto di AIDS, rimasta vedova da pochi mesi con 4 figli, il maggiore di 8 anni e il piú piccolo di 4 mesi? A Marta, vedova con 4 figli ammalati di tubercolosi? A Romeo che, senza lavoro, vive in una baracca di stuoia e cartone con Angelica ed i suoi 5 figli, il maggiore di 12 anni che sniffa terrocal( colla)?

Sono queste realtá, queste storie e questi volti, che ci scomodano e interpellano il nostro modo di vivere il Natale. Sono loro che ci ricordano che il Natale di Gesú non é il natale delle luci e dei regali, dei panettoni e dei cenoni, delle Messe celebrate in comode chiese riscaldate e che molte volte sembrano sfilate di moda, delle settimane bianche e delle vacanze in spiagge tropicali...... delle grandi spese fatte nei centri commerciali, diventati ormai “nuovi santuari”...... Questo é il Natale “del sistema”, delle multinazionali, della “globalizzazione del mercato”. Questo é il Natale che ci strappa l’anima, che ci riempie di cose e ci svuota di valori. Questo é il Natale che permette a un eurodiputato guadagnare 12.000 Euro al mese e costringe un miliardo e mezzo di persone a vivere con 1 Euro al giorno. Questo é il Ntale che ammazza per fame e malattie, 900.000 bambini all’anno...

Come poter annunciare “oggi” agli impoveriti dal sistema che una ”luce” brilla per loro? Che la ”gioia” e la ”letizia” si sono moltiplicate per loro? Che Gesú, il Principe della Pace, é nato soprattutto per loro ?
Ma non siamo noi ! Smettiamola di crederci ! Sono loro, i poveri, che annunciano pace, ogni volta che di fronte a un’emergenza sanno solidarizzarsi, condividere e rimettersi in piedi con creativitá. Sono loro che comunicano speranza, sfidando la durezza della vita con ottimismo e sapienza evangélica. Sono loro che trasmettono vita, organizzandosi in comunitá alternative per difendersi dalla violenza e dall’ingiustizia. Sono loro che con coraggio continuano a lottare e a credere che un “mondo altro é possibile”, diventando “luce” nelle “tenebre” del mondo.
Sono loro che ci insegnano a vivere il NATALE, celebrando e danzando la VITA con una dignitá incredibile, perché sanno che é dal basso, dai sotteranei della vita e della storia che “un bambino é nato per noi...” ... e si sprigiona la vita.

Vi auguro un BUON NATALE di PACE e un NUOVO ANNO pieno di BENEDIZIONI e VITA PIENA.

VI ABBRACCIO FORTE. SAPERE CHE ESISTETE MI DA PACE.

24.12.2005

aggiornato il 24/12/2005 alle ore 00:00 - Link Permanente
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