“La terra elargisce i suoi frutti, e questi non verranno mai a mancare se solo saprete riempirvene le mani.E’ nello scambio di beni della terra che troverete l’abbondanza e sarete saziati.Tuttavia se lo scambio non viene fatto con amore e generosa giustizia condurrà alcuni all’avidità ed altri alla fame.” (Gibran Kahlil Gibran – Il Profeta)
Diego Parassole, comico affermatosi con la trasmissione televisiva Zelig, nasce ad Alessandria nel 1963. Studia Veterinaria fino a quando un giorno, visitando un criceto, si rese conto che il roditore, anche se ammalato, rideva. Lo disse al professore che, a sua volta, gli rise in faccia. Disperato raccontò la cosa ai genitori che risero fino alle convulsioni. Il giorno dopo Diego decise di fare il comico. Così studia danza a teatro presso la scuola Bella Hunter di Torino. Anche qui, alla fine del corso, gli fanno capire che come ballerino fa veramente ridere. Per dispetto si diploma alla scuola di arte drammatica Paolo Grassi di Milano e debutta per la prima volta nel 1990 con lo spettacolo “Trigomiri” convinto di aver scritto una tragedia. Ma la gente ride. Da allora Diego fa finta di niente e dice di avere il cabaret nel sangue. Racconta, critica, osserva, si indigna e soprattutto diverte e continua a far ridere tutti. Nello spettacolo affronta una serie di tematiche legate all'ambiente e all'ecologia in modo divertente. La sua comicità è in grado di miscelare risate e informazioni, battute e cronaca, realtà e finzione, costruendo un percorso che permette di arricchire la coscienza sociale degli spettatori. Comico e umorista di impegno, Parassole ci ha abituato a spettacoli di contenuto sociale, ecologico e umano. Così come lo sono stati nel tempo i suoi interventi televisivi. Parassole ha dimostrato di essere uno dei pochi comici italiani capace di unire l’umorismo elementare e quotidiano con argomenti difficili, scientifici a volte persino tecnici. Lo spettacolo parla di questo. Di come continuiamo a sopravvivere ascoltando più la pubblicità che il medico. Di come mangiamo ogni giorno il doppio di quello che ci serve. Di come, così facendo, creiamo un mondo dove da una parte si muore d’indigestione e dall’altra di fame. Il monologo di Parassole si pone delle domande su quello che potrebbe essere il nostro futuro. Che probabilmente sarà complicato ma certamente molto ridicolo, dove rischiamo di avere telefonini tecnologicamente avanzati che ci permetteranno di chiamare gli amici in multiconferenza per dir loro: “Cavolo, anche oggi niente da mangiare!” Certo, questo dipenderà anche molto dalle scelte che faremo. Parassole ci propone di farle col sorriso sulle labbra. Perché imparare a ridere di noi stessi e dei nostri comportamenti poco pensati, può allungare la vita.
Shongoti Onlus Società Cooperativa Sociale a Responsabilità Limitata, con il patrocinio del Comune di Erba