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Sabato, 04 febbraio 2012 - cosa succede oggi?
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Gianluca Luraschi
Un'antropologia di Pace

 

COLTIVARE LA PACE

L’uomo, diceva Confucio, è l’umanità. E l’umanità è l’uomo.

L’antropologia si preoccupa di studiare l’uomo attraverso i modi con cui gli uomini vivono insieme, esprimono idee condivise e producono azioni comuni, in una parola fanno cultura.

Oggetto di studio dell’antropologia è quindi la cultura. Il temine cultura deriva dal latino colere (coltivare) e rimanda a un’idea di fatica. Fa pensare al contadino che, attraverso il lavoro faticoso, ottiene dei frutti dalla terra. Fare cultura, anche la propria, è un lavoro faticoso, meticoloso, quotidiano.

Oggi assistiamo a processi accelerati d’incontri e scontri tra individui e gruppi umani, problemi che assumono dimensioni planetarie ma anche a nuovi progetti di convivenza possibile.

Scopo di questi appunti è quello di fornire gli elementi fondamentali di una disciplina quale è l’antropologia (pensare) per cercare di interpretare i fatti dei nostri giorni (osservare) come una sfida da vivere nel nostro agire quotidiano (agire).

 


 

GIANLUCA LURASCHI:

In questi anni ho avuto modo di conoscere molte persone interessate alla Pace. Persone diverse, persone che provenivano da ambiti differenti. Ho conosciuto “scienziati della Pace”, persone che studiano la Pace; ho conosciuto “artisti della Pace”, persone che attraverso la musica, la poesia sanno comunicare emozioni di Pace; ho conosciuto “operai della Pace”, persone che hanno saputo mettere al servizio della Pace le proprie gambe, braccia, ecc… Tutte persone stupende.

 

Mi piace pensarmi come ad una persona che forse da sempre è rimasto affascinato dal “diverso” e ha cercato prima occasioni per conoscerlo, per farsi incrociare: penso alle attività di volontariato che ho fatto con gli homeless, alle esperienze fatte “nel sud del mondo”; poi ha ritenuto necessario approfondire questo argomento attraverso lo studio (penso in particolare al corso post-laurea che ho seguito a Padova) ed ora continua, spesso affannosamente, il suo percorso cercando sempre di mettere insieme esperienze concrete con approfondimenti intellettuali, credendo che ogni incontro per quanto simile agli altri e` unico. E’ per questo che se mi devo definire, ambisco ad essere considerato un “artigiano della Pace”.

 


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