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APPROFONDIMENTI
12 dicembre 2008
60 anni ma non li dimostra
d. Luigi Ciotti - Gruppo Abele - Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie
60 anni ma non li dimostra. Non li dimostra perché molti degli articoli della «Dichiarazione universale dei diritti umani» sono lettera ma non ancora storia delle persone, carta ma non ancora carne, loro vita quotidiana.

Diritti significa responsabilità. Dietro alla lunga storia dei diritti, c'è la grande aspirazione umana alla libertà e alla dignità, c'è il sogno di costruire società dove a ogni persona, indipendentemente dalla condizione, dal sesso, dall'età, dall'appartenenza etnica e culturale, dai riferimenti religiosi, siano garantiti mezzi materiali e opportunità per sviluppare in armonia con gli altri la propria personalità e i propri talenti. I diritti sono questo anello di congiunzione tra il bene del singolo e quello della comunità, nella inesauribile tessitura che li lega e vicendevolmente li nutre.
Ma per arrivare a questo c'è bisogno del contributo di tutti e oggi come non mai dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che un diritto solo proclamato ferisce la speranza di giustizia non meno di un diritto negato.
Nonostante la «Dichiarazione universale dei diritti» sono infatti centinaia di milioni le persone che patiscono la fame e che vengono esiliate a causa della fame, che vivono in povertà, che non hanno accesso alle cure, ai beni fondamentali, e che per questo non sono libere. Migliaia che muoiono a causa di un lavoro degradato a merce o cercando di raggiungere con ogni mezzo paesi dove trovare accoglienza, lavoro, dignità. Innumerevoli le vite schiacciate dalle logiche mafiose e criminali. Nonostante quegli articoli abbiamo diritti retrocessi a variabili di politiche che hanno aumentato la povertà invece della ricchezza e hanno cacciato il mondo in una crisi economica senza precedenti. Diritti barattati in cambio di una sicurezza che alimenta le paure invece di combatterle, accrescendo le distanze, imponendo selezioni e discriminazioni, innalzando barriere.
Giusto allora celebrare la ricorrenza di quello che è uno tra i documenti più alti e solenni dell'umanità, la "carta" uscita dalla tragedia della seconda guerra mondiale, dal più alto numero di morti mai prodotto da un conflitto. Ma ancora più importante impegnarsi perché quello di domani sia un nuovo inizio, una storia dei diritti tradotti davvero in linguaggio universale, in grammatica dei rapporti fra i popoli e le persone. Prioritario che quei diritti diventino finalmente Bene Comune, base di una società più umana e più giusta, capace non solo a parole di prossimità. Essenziale che quei 30 articoli si traducano con l'impegno di tutti - perché libertà è, non dimentichiamolo mai, corresponsabilità - in tutela del bene non negoziabile della vita e della dignità delle persone, del loro essere sempre fine e mai mezzo, del loro poter essere strumento della propria e altrui liberazione.

d. Luigi Ciotti
Gruppo Abele
Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie


aggiornato il 12/12/2008 alle ore 07:48 - Link Permanente
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