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APPROFONDIMENTI
17 febbraio 2014
Ponti, non muri, in Palestina e Israele
PONTI, NON MURI | don Nandino Capovilla
Silvia Mascheroni

 

"Quando ognuno con una mano è intento a lavorare e con l’altra tiene un’arma, si può costruire un muro, ma non una casa accogliente e tanto meno un tempio.”

Sulle parole di Martin Buber, si è aperto ieri alle 16.00 nella sala Longoni a Barlassina il secondo incontro del ciclo Ponti Non Muri, organizzato dal Comune di Barlassina - Assessorato alla cultura in collaborazione con Associazione Xapurì e Coordinamento Comasco per la Pace.
Ospite e relatore il consigliere nazionale di Pax Christi, don Nandino Capovilla, presenza significativa al fine di sostenere l'importanza di condurre pratiche di pace e non violenza nel contesto israelo-palestinese.
L'incontro non si è posto come ricostruzione storica né come analisi della situazione attuale nei Territori Occupati, bensì è stato volto a far conoscere storie di persone nella loro quotidianità: in questo solco, si è posta la vicenda di Omar, costretto a svuotare la sua casa prima che questa venisse demolita; di Nasser, la cui vita è lentamente circondata dalla "naturale espansione" del muro di separazione; oppure di Sami e sua moglie, che decidono di crescere i loro figli a Betlemme, per dare un segnale minimo di una generazione che creda in un futuro migliore per questi popoli. Le loro storie, nelle parole di don Nandino, diventano un simbolo, moltiplicandosi, di tutte le vite condotte oggi in Palestina. La richiesta lanciata, e raccolta da Pax Christi, non è quella di un aiuto pratico, ma quella di dar rilievo a queste voci, coniugando il riconoscimento di dignità e di storia per entrambe le parti.
L'affermazione del relatore, "Non ci sono parole tenere, se non quelle della nonviolenza", si accompagna ad un invito alla precisione terminologica, adottando, ad esempio, le parole di occupazione e assedio, con l'abbandono, per contrasto, delle espressioni edulcorate in cui, tendenzialmente, ci si imbatte. Forte è anche il riconoscimento del desiderio di normalità percepito sia da israeliani che palestinesi, capendo a fondo il significato del Kairos Palestina, in quanto, davvero, è questo il tempo di un cambiamento.
Non si avverte mai alcun facile schematismo: si sottolinea, anzi, come Israele abbia diritto all'esistenza al pari della Palestina, come, allo stesso modo, abbia diritto a storia e memoria, senza, però, negarla all'altra parte. "Parafrasando le parole di Hetty Hillesum, scrittrice ebraica internata in campo di concentramento", conclude don Nandino, "si può dire che tu, costruendo un muro, metti in gabbia, oltre ad un altro popolo, anche te stesso".

Qui il programma completo degli incontri: http://www.xapuri.it/XapuriWebSite/SiteFolder/Upload/Pace/Progr014_02.pdf


aggiornato il 17/02/2014 alle ore 17:59 - Link Permanente
Coordinamento Comasco per la Pace - Via Trieste 1 - 22073 Fino Mornasco - COMO
Tel. 031.927644 - Fax. 031.3540032 - email: info@comopace.org web: http://www.comopace.org/